AVEZZANO – “Sarà un autunno caldo, prevedo, che vedrà muovere tante  pedine sullo scacchiere della politica nazionale. Ritengo in ogni caso che la legislatura del centrodestra deve andare avanti fino alla fine, senza elezioni anticipate, e per quello che riguarda il mio partito, sarebbe un grave errore tornare ad arroccarsi nel nord, le nostre idee e programmi servono a tutto il paese”.

Intervistato da Abruzzo, queste le convinzioni relative alla politica nazionale del 55enne Antonio Del Boccio, assessore comunale all’Urbanistica della Lega al comune di Avezzano, funzionario della Polizia provinciale, che alle elezioni di fine maggio ha ottenuto 575 voti, terzo in assoluto, figura in ascesa della Lega in Abruzzo, che ad Avezzano, distaccandosi dagli alleati Fdi e Fi, ha deciso di appoggiare il sindaco civico uscente Gianni Di Pangrazio, che ha vinto al primo turno con il 66,7%.

Problema scottante della Lega è oggi la crescita nei sondaggi dell’ex generale in pensione ed eurodeputato, nonchè ex vicesegretario nazionale della Lega, Roberto Vannacci, che ha varato Futuro Nazionale, dato al 7%, con tanti esponenti leghisti che sono passati con lui.

“Il movimento dei Vannacci sicuramente sta raccogliendo consenso – afferma Del Boccio -, alimentato dal malcontento di un’area di centrodestra che forse per vari motivi non vede o non ha visto soddisfatte le proprie aspettative, di tipo personale e di tipo programmatico. Forse il governo poteva fare di più su determinate questioni”.

Detto questo Del Boccio si dice deluso da Vannacci, che ha lasciato il partito che lo ha fatto eleggere a Bruxelles, ed anche dagli esponenti della Lega, anche ad alti livelli, che lo hanno seguito, vedasi in Abruzzo Sabrina Bocchino, ex consigliere regionale ed ex vice segretario regionale della Lega.

“Lo strappo di un vicesegretario regionale di un partito non l’ho davvero compreso,  e mi ha dato sommo dispiacere”, commenta.

C’è poi il tema della scontro interno alla Lega, tra  Matteo Salvini il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e i suoi fedelissimi da un parte, e il cosiddetto fronte nordista con pezzi da novanta come Luca Zaia, Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti, e, in misura più sfumata, il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti.

“Parliamo di uomini molto forti della Lega, che trainano il partito in Veneto e Friuli, Fontana è presidente della regione Lombardia, sono grandi risorse, ma non condivido l’idea di far tornare la Lega alla dimensione di un partito che rappresenta una macro regione del Nord. Abbiamo ideali e  programmi politici che hanno una valenza nazionale. Sarebbe un grave errore politico, da tutti i punti di vista. Come potrei pensarla del resto diversamente, da amministratore ed esponente della Lega in Abruzzo?”.

Ed un errore, per Del Boccio, sarebbe anche l’idea che prende forza, di andare alle elezioni anticipate ad aprile prossimo.

“Confermo: a Roma l’ipotesi circola, ma sono convinto del fatto che invece occorre arrivare alla fine della legislatura, fino all’ultimo giorno perché questo gli hanno detto gli elettori, questo è patto con i cittadini: governare il Paese, e bene, per l’intero mandato. E ritengo che alla fine questo patto sarà rispettato, non vedo in realtà necessità di anticipare il voto, soprattutto in un momento di forti tensioni e crisi internazionali, vedasi guerra in Medio oriente, e in Ucraina, che hanno conseguenze negative anche per l’economia italiana, si ripercuotono sulle nostre tasche, con ad esempio l’aumento del costo dell’energia. E un governo deve essere pronto a fronteggiare simili situazioni”.

Tornando a Vannacci, un tema che sta facendo presa nell’elettorato del centrodestra è quello della remigrazione, ovvero il ritorno forzato o l’espulsione di massa di persone immigrate, o anche di cittadini di origine straniera, verso i loro paesi d’origine.

“Io parlerei di rimpatrio, non di remigrazione: ovvero, se un immigrato di qualsiasi nazionalità  viene in Italia in modo regolare e ha tutte le buone intenzioni di lavorare e di contribuire alla nazione, di rispettare le leggi gli usi e costumi dello Stato italiano è il benvenuto. Se invece, di qualsiasi nazione, colore della pelle o religione esso sia, viene in Italia per delinquere, per spacciare droga, per rubare, deve essere rimpatriato”.

E aggiunge: “siamo una nazione che ha bisogno di mano d’opera, e la Marsica ne è un esempio.  Conviviamo benissimo con le persone che vengono qui a lavorare, in particolare nel comparto agricolo. C’è però un dato da tener conto, fornito nei giorni scorsi dal procuratore capo di Avezzano: l’80% dei reati commessi in questo territorio sono commessi da cittadini magrebini”.

Anche Del Boccio infine auspica che Salvini torni a fare il ministro dell’Interno.

“Dico solo questo: Salvini ha subito un processo per la vicenda della Open Arms con diversi capi di imputazione, e anche dalla Cassazione è stato totalmente assolto per non aver commesso il fatto. Ebbene, Salvini stava facendo una politica che ci si deve attendere da ministro degli interni, stava contrastando l’immigrazione clandestina”.