SPOLTORE – “Ho avuto offerte sia dal centrodestra che dal centrosinistra. E per il momento ci sto pensando. Sto valutando se sono in grado di affrontare un’avventura in politica”.
L’ex procuratore capo di Pescara Nicola Trifuoggi non si nasconde e ammette di essere stato contattato da diverse forze politiche. Non specifica quale tipo di candidatura gli sia stata proposta, ma chiarisce che si tratta delle prossime elezioni regionali e non, per esempio, delle comunali di Pescara.
Tra gli uomini politicamente più corteggiati del momento, Trifuoggi in mattinata era ospite di un Consiglio comunale speciale a Spoltore (Pescara). Il sindaco, Luciano Di Lorito, lo ha invitato in una seduta aperta agli studenti per parlare di legalità.
Dopo aver risposto alle domande dei ragazzi, l’ex procuratore ha risposto anche a quelle su una possibile candidatura. La risposta ufficiale è stata “non so”, ma continuando il discorso ha fatto capire di essere seriamente interessato all’ipotesi. E anzi di considerarla una sorta di imperativo morale, perché se la politica dei partiti mostra giorno dopo giorno segnali di cedimento, “è arrivato il momento per la maggioranza silenziosa delle tante persone per bene di farsi sentire”.
45 anni di carriera alle spalle, originario di Avellino ma dal 1976 in regione, l’ex capo della Procura pescarese ha messo la sua firma sulle principali inchieste abruzzesi (una su tutte quella di “Sanitopoli” che ha azzerato la Giunta regionale di Ottaviano Del Turco), con un occhio particolare al mondo della politica e delle istituzioni.
Da un anno è in pensione, “in maniera volontaria – specifica – perché avrei potuto continuare a lavorare per altri cinque anni, ma, per regole interne, sarei stato trasferito fuori Abruzzo e non volevo lasciare questa terra”.
Adesso ha più tempo a disposizione, che preferisce spendere in appuntamentI come quello di Spoltore, a contatto con i ragazzi per propagandare i valori di legalità, rispetto delle regole e degli altri.
E così ora, dopo anni passati quasi a incarnare il simbolo della guerra tra giustizia e politica, Trifuoggi potrebbe essere pronto a voltare pagina. Certo il mondo dei partiti, così come è ora, non gli piace: “Anche le ultime inchieste abruzzesi dimostrano – dice riferendosi al caso dell’ex assessore regionale Luigi De Fanis, agli arresti domiciliari – che qualcosa si è inceppato a livello della vita e del funzionamento dei partiti”.
“Le organizzazioni politiche non riescono più a fare da filtro circa le persone che immettono nel circuito della pubblica amministrazione. Non funzionando più i meccanismi del controllo, è stata violata la prima delle loro regole, quella di presentare persone oneste. Ma c’è anche la responsabilità di chi resta in silenzio demandando a una minoranza sempre più ristretta scelte che riguardano tutti”.
Di questo gruppo, evidentemente, Trifuoggi non vuole più far parte.






