L’AQUILA – “Il terremoto aquilano non è solo un problema dei cittadini del capoluogo ma di tutta l’Italia”.
Lo ha affermato il segretario nazionale di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, intervenuto all’Aquila per la festa nazionale della salute mentale che si sta svolgendo sotto il tendone di piazza Duomo.
“Le cose qui vanno malissimo – ha aggiunto Vendola – e questa situazione è la sconfitta di una classe dirigente che si crede onnipotente. All’Aquila si è definita l’ambizione, la volgarità e la sconfitta di una classe dirigente”.
Tornando al tema della manifestazione, Vendola ha detto: “Se sei matto ma povero ti portano in un ricovero, se invece sei ricco finisci in tv”.
“La normalità non esiste – ha proseguito Vendola – perché il genere umano è caratterizzato dalla biodiversità: ogni persona è unica e irripetibile”.
Ad ascoltare il leader di Sel, tra gli altri, ci sono il sindaco Massimo Cialente, il deputato Giovanni Lolli, l’assessore comunale Stefania Pezzopane e i dirigenti del presidente della Regione Puglia Betti Leone e Giustino Masciocco.
“L’Italia di oggi ha bisogno di un salto di qualità radicale, non di piccoli correttivi. C’è bisogno davvero di un percorso di fuoriuscita e il centrosinistra deve accorgersi che il vento del cambiamento non lo abbiamo suscitato noi, ma le donne, i precari, gli studenti e i lavoratori che sono scesi in piazza per la difesa dei propri diritti. Il centrosinistra cerchi quindi di capire correttamente la domanda di cambiamento”.
“È un paese allo stremo che ha tagliato fuori dalle prospettive di futuro un’intera giovane generazione. C’è bisogno di una terapia d’urto – ha continuato Vendola – per uscire fuori dalla melma di un regime di cannibali dal punto di vista del rapporto con la natura, di affaristi degli appalti, di maschilisti volgari dal punto di vista del lessico della classe dirigente”.



