PESCARA – Il Tribunale di Reggio Calabria ha pronunciato, nel corso del rito abbreviato, la sentenza di condanna nei confronti di 83 imputati, condannandone 76 e assolvendone 7. Per 23 di questi, su richiesta della Dda, il gip ha emesso il provvedimento di aggravamento della misura cautelare, disponendo l’arresto in carcere.
Per il pescarese Massimo Ballone, noto come capo della banda Battestini, condanna a 18 anni, tra le più alte. Ballone, 64 anni, lo scorso maggio era uscito dal carcere ottenendo i domiciliari.
L’inchiesta, come riporta Rete8, lo aveva identificato come l’uomo di fiducia delle cosche a Pescara, il terminale logistico e finanziario di un fiume di droga che dal Sudamerica inondava l’Europa.
Il suo ruolo, secondo l’accusa, era quello del ragioniere: un ruolo meticoloso, lontano dai riflettori, ma fondamentale.
Custodiva e stoccava ingenti partite di stupefacente, teneva la contabilità dei profitti e pagava i corrieri.
L’inchiesta – che ha toccato i livelli più alti dell’organizzazione criminale, permettendo anche di ricostruire la fuga e la latitanza del super boss Rocco Morabito, detto “Tamunga” dopo la fuga dal carcere di Montevideo, in Uruguay, nel 2019 – ha visto la cooperazione delle Dda di Reggio Calabria, Milano e Genova, degli investigatori di Germania, Belgio e Portogallo.
Il processo, in abbreviato a Reggio Calabria e in ordinario a Locri, ha visto l’entrata delle dichiarazioni, rese dopo aver deciso di collaborare con i magistrati, dall’ex broker della ‘ndrangheta e narcotrafficante internazionale Vincenzo Pasquino che venne catturato nel 2021 insieme al super boss Rocco Morabito. Dichiarazioni e ricostruzioni che il pm in fase requisitoria ha definito «elementi di novità» e che permettono di delineare bene il peso dei clan aspromontani nello scacchiere del narcotraffico internazionale.
Gli investigatori hanno localizzato in Calabria, Puglia, Abruzzo, Lazio e Lombardia depositi di ingenti quantitativi di stupefacenti e di soldi, da dove partivano i corrieri per le consegne dello stupefacente e dove confluivano i proventi.




