L’AQUILA – Non s’è fermato un attimo Fabrizio Moro, sabato scorso all’Aquila (per la prima volta in assoluto), alla discoteca Set Action Stage per un concerto da tutto esaurito che ha lasciato davvero il segno, l’ennesimo del tour ‘L’inizio’.

Il cantante romano insieme alla sua band ha tenuto banco per quasi due ore, una cavalcata rock che ha fatto sudare di gioia duemila persone, non soltanto le ‘inevitabili’ adolescenti in delirio sotto il palco, ma anche molti ‘grandicelli’, rimasti davvero sorpresi dalla bravura di Moro e degli altri della band con cui suona da tanti anni.

Insomma, un concertone memorabile, tra rock duro duro e ballate al pianoforte, con Moro che, per sua stessa ammissione nell’intervista video concessa ad AbruzzoWeb qualche ora prima dell’esibizione, ha ritrovato nervi e viscere da club, quelli col palco che è un tutt’uno col pubblico, un luogo adatto a sparare emozioni profonde a pochissima distanza gli uno dagli altri.

Scaletta a mille all’ora, Moro idem (pure spietato, in romanesco, nei confronti di Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, applausi per gli eroi della lotta alla mafia come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, cui è dedicata ‘Pensa’), stessa storia i musicisti, da ‘L’inizio’ fino alla fine di ‘Parole Rumori e Giorni’, passando per ‘Ognuno ha quel che si merita’, ‘L’eterenità’, ‘Gastrite’, ‘Eppure mi hai cambiato la vita’, ‘Libero’, ‘Pensa’ e tante altre, il Set, pieno come un uovo, ha saltato, cantato, ballato, gioito, preteso il bis a gran voce.

E Moro, senza mai sottrarsi, anzi letteralmente sbranandosi felice come un bimbo, s’è preso una sacrosanta standing ovation.

In attesa di Fabio Bartolo Rizzo, per tutti Marracash, rapper siciliano, e dopo Filippo Graziani e Cristiano De André, senza contare le nottate con i dj d’autore e, perle di ieri notte del ‘capitolo’ scenografia, tre opere del pittore aquilano, il maestro Marcello Mariani, il Set si impone definitivamente come punto di riferimento per la musica live del capoluogo abruzzese, qualcosa che è sempre mancato alla città al di là dei grandi eventi da stadio (pochi, anche se di qualità, dal ‘primo’ Vasco, a Zucchero, a Venditti) e ai concerti al Parco del Sole, a piazza D’Armi e a piazza Duomo.

a breve l’intervista video a Fabrizio Moro