L’AQUILA – Jacopo Sipari di Pescasseroli, aquilano di 26 anni, è il giovanissimo direttore che venerdì 25 novembre ha diretto l’orchestra “Marco dall’Aquila”, nel grande concerto che si è tenuto nella Basilica di Collemaggio, offerto dal presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano a conclusione dell’anno di presidenza alla Calre, la Conferenza delle assemblee legislative regionali europee. 

“Quando il presidente Pagano mi ha proposto di dirigere la mia orchestra nella mia città, ho provato una grandissima emozione”, racconta ad AbruzzoWeb il maestro Sipari.
 
Nella vita di questo talentuoso giovane aquilano la musica occupa da sempre un posto importantissimo: “sono entrato al conservatorio all’età di otto anni, suonavo percussioni e pianoforte, poi ho cominciato composizione che è diventata la mia vita. Ho fatto anche corsi di perfezionamento all’estero”, spiega il maestro Sipari.
 
Laureato da poco in Diritto canonico, con una laurea in Giurisprudenza già acquisita a 22 anni, è diventato dallo scorso settembre membro dello Studio della Sacra Rota, inoltre, sta portando a termine un dottorato in Procedura civile presso l’Università di Macerata e fa da assistente di Diritto penale all’Università “Roma Tre”.
 
Una vita piena di impegni e di passioni, amico intimo di Emanuele Filiberto di Savoia, grazie anche al suo talento musicale è graditissimo ospite degli eventi più importanti della Roma mondana, “quando entri in quest’ambiente, Roma sembra ancora la città del settecento, con principi, nobili, cardinali: è affascinante”, dichiara il maestro.
 
Sipari, che ha diretto la sua orchestra in moltissimi concerti istituzionali, anche presso la Città del Vaticano, è stato, negli anni passati, scelto come protagonista di un film, Opfer und Verfuehrer. Dasschicksalderkastraten,  del Gruppe 5 Filmproduktion, per un’emittente televisiva tedesca , incentrato sulla vita del famoso cantante lirico castrato Carlo Broschi, in arte Farinelli, “la mia insegnante di canto mi ha spinto a fare i provini. Cercavano un personaggio estroso per il ruolo di Farinelli e hanno scelto me. Le musiche poi sono della bravissima Cecilia Bartoli che amo moltissimo”.
 
Maestro, che emozione le ha dato la notizia che avrebbe diretto la sua orchestra, all’Aquila e nella Basilica di Collemaggio?
 
Un’emozione enorme. Il presidente Pagano ha sempre seguito con enorme interesse e fascinazione i miei concerti. L’orchestra “Marco dall’Aquila” è nata circa otto anni fa, composta da giovani diplomati del conservatorio dell’Aquila, oggi conta circa 100 esecutori. Abbiamo sempre suonato a Roma e in altre città italiane. Dopo il terremoto si è imposta come la realtà più importante del nostro territorio a livello nazionale. Suoniamo spesso all’Ara Coeli a Roma. I nostri concerti hanno una partecipazione di pubblico enorme: 3-4 mila persone. Pagano mi ha sempre detto chiesto perché non avevamo mai suonato all’Aquila. Il summit della Calre è stata l’occasione giusta per organizzarlo. Però ero emozionato, ho 26 anni e mi sono trovato a rappresentare con la musica la mia città davanti a tutta l’Europa, istituzioni e ambasciatori: è stato un compito importante.  
 
Soddisfatto di come è andato il concerto?
 
Moltissimo. C’erano oltre 1200 persone: la Basilica era stracolma. L’emozione che provavo si vedeva nella mia bacchetta, ogni movimento un’esplosione. Per l’evento abbiamo cercato di creare una scaletta bella e internazionale allo stesso tempo: abbiamo suonato Wolfgang Amdeus Mozart, Astor Piazzola, Giuseppe Verdi, Giuseppe Rossini e per finire i Carmina Burana  di Carl Orff. C’è stato anche il coro lirico “Giuseppe Verdi”, uno dei più importanti d’Italia, diretto da Gea Garatti del Teatro dell’Opera. Per i solisti la scelta è ricaduta su giovani artisti aquilani: Fabrizio Pica Alfieri, baritono papale, poi Carlo Putelli, Lucia Vaccari e Federica Carnevale, che hanno vinto svariati concorsi, sono tra i migliori solisti che la nostra città abbia prodotto. In totale circa 300 esecutori. Sono stati tutti straordinari. Un carico emozionale enorme per me che ho diretto il concerto.
 
Lei nella vita non fa soltanto il direttore d’orchestra.
 
No, sono laureato in Giurisprudenza e in Diritto canonico, da settembre sono entrato allo Studio della Sacra Rota. Tre anni di “tirocinio”, tra cause e lezioni in latino. Il latino, quando lo senti tutto il giorno, diventa familiare, come una lingua straniera e finisce che alle lezioni prendi anche gli appunti in latino. Poi faccio l’assistente a “Roma Tre”, e un dottorato a Macerata. Ho una vita rocambolesca. Per non parlare degli eventi mondani con la nobiltà romana.
 
Infatti, lei conosce bene Emanuele Filiberto di Savoia, quando è nata la vostra amicizia?
 
Dieci anni fa. Erano da poco rientrati in Italia. La famiglia Sipari aveva sempre avuto una posizione importante in Abruzzo e Emanuele Filiberto cercava giovani che potessero rappresentare una speranza per la Nazione. Oggi siamo amici e abbiamo stima reciproca: nel 2010 sono stato nominato reggente del circolo giovanile dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro di cui Filiberto è Gran Maestro. Già all’età di 20 anni mi aveva investito cavaliere dell’Ordine e adesso con questo nuovo incarico devo spesso viaggiare per l’Italia, per impegni di rappresentanza. È un ordine nato per scopi umanitari, uno dei più antichi, tipo quello dei Cavalieri di Malta.
 
Quindi sempre invitato alle feste della nobiltà romana. Come è riuscito ad ambientarsi in quella realtà? E come si concilia con la sua vita universitaria?
 
Sono cose diverse, ma io faccio sempre quello che mi sento di fare: l’importante è essere coerenti con se stessi e sentirsi a proprio agio. Poi, alla fine a questi eventi ci si ritrova a essere sempre gli stessi. Ci si conosce e si entra in intimità. A volte mi sembra di stare ancora al liceo, in una classe, tutti amici di tutti e ci ritroviamo a queste serate di gala per dire “io ci sono”. Si creano legami forti: sono amico intimo delle De Blanck, delle principesse Giacinta e Maria Pia Ruspoli, Asia Ruffo di Calabria e Diletta Alliata di Villafranca, dei principi Guglielmo Giovannelli, Domenico Orsini e Scipione Borghese, della principessa Olimpia Colonna, di Elettra Marconi e Stefania D’Annunzio, India d’Afghanistan, Irma Capece Minutolo, Ana Maria di Libia e Roberta Scardola, attrice dei Casaroni. In occasione della visita dei reali inglesi a Roma sono stato invitato a un party esclusivo, e conoscere di persona Carlo d’Inghilterra e Camilla Parker Bowles è stata un’esperienze eccezionale: sentivi come un’aura di storia, la storia inglese di secoli, intorno a loro. A questi eventi sei sempre proiettato nella storia, anche stare accanto ai Savoia ti genera la stessa emozione.
 
Ma in molti li criticano, specialmente Emanuele Filiberto, per le loro apparizioni televisive.
 
Sono persone con un’educazione particolare, regale, e si vede che qualunque cosa intraprendono, la fanno con classe. Emanuele Filiberto si è sempre comportato da principe in televisione. Sono persone eccezionali e si capisce.
 
Queste conoscenze hanno influenzato il suo orientamento politico? Cosa pensa del nuovo Governo?
 
Non voglio entrare in questioni politiche, posso soltanto dire che il Governo di Mario Monti secondo me avrà successo. Ha scelto tutte persone che sono grandi studiosi e conoscitori del proprio campo: faranno delle cose buone. Ma d’altra parte io non riesco mai a criticare al 100 per cento un Governo. Anche Silvio Berlusconi ha fatto delle cose positive: le persone però ricordano soltanto quelle negative. Avere una responsabilità tanto grande quanto uno Stato non è facile: cerchi di far contento qualcuno e scontenti qualcun altro.
 
Per tornare al concerto di venerdì scorso, sono state invitate personalità importanti. Chi era presente dei suoi amici ‘altolocati’?
 
Bene, c’erano Renato Balestra, i principi Guglielmo Giovannelli, Domenico Napoleone Orsini e Giuseppe Grifeo di Partanna, le principesse Claudia Ruspoli e Asia Ruffo di Calabria, Diletta Alliata di Villafranca, Irma Capece Minutolo, Paolo Rutili dei marchesi Dragonetti de Torres, il marchese Carlo Massimo Pellicano di Gioiosa Jonica, solo per nominare alcuni dei miei amici, poi ambasciatori e rappresentanti delle istituzioni. Ci tengo a precisare che per il concerto non è stato speso un solo centesimo dei contribuenti, è stato organizzato interamente con finanziamenti di privati amanti della buona musica, anche se è patrocinato dalla Regione Abruzzo.
 
Prossimi appuntamenti con la sua musica?
 
A Roma ormai tutti aspettano i concerti dell’orchestra “Marco dall’Aquila” con trepidazione: sono eventi mondani oltre che artistici. Il prossimo è per l’8 dicembre, il giorno dell’Immacolata, è un appuntamento molto atteso e sarà in onore della principessa Wijdan Al Hascemi di Giordania sorella del defunto re Hussein. L’anno scorso all’Ara Coeli c’erano più di 5 mila persone. La scalinata della chiesa era ricolma di spettatori. Poi ci saranno gli appuntamenti fissi dell’apertura del Carnevale romano e del 6 aprile, per il terremoto dell’Aquila.
 
L’Aquila sempre nel cuore?
 
Assolutamente sì. Il terremoto ha cambiato molto la mia vita, non ho più la mia casa. Ma L’Aquila è la mia città: qui quando mi incontrano non mi chiamano “maestro” o “dottore”, qui sono semplicemente Jacopo.