CHIETI – Ha fatto della sua passione per la musica, il suo lavoro, dando vita a una delle poche etichette discografiche abruzzesi, la Music Force.

Lui è il quasi quarantaduenne teatino Emanuele La Plebe, produttore discografico e chitarrista, spesso in duo con la cantante dalla voce black Giulia D’Orazio, anche lei teatina.

Cosa significa fare musica nel circuito locale abruzzese?

Significa metterci tanta passione e soprattutto aspettare qualcosa di veramente nuovo. Qualcosa di davvero personale e creativo e non solo le solite cose già sentite, che magari vengono riproposte solo perché in voga in questo momento.

Poca originalità in giro?

Di ragazzi che amano la musica e fanno musica ce ne sono molti, ma le proposte che arrivano alla mia casa discografica sono un po’ sempre le stesse. Ai giovani vorrei dare un consiglio: mi piacerebbe che si esprimessero in maniera un po’ più personale e abbandonassero la tendenza a scimmiottare quelli che sono i punti di riferimento del panorama musicale nazionale e internazionale.

Eppure di cover Emanuele La Plebe se intende, non è vero?

È vero. Sulle cover abbiamo anche realizzato un programma televisivo. Faccio cover io stesso nel duo insieme a Giulia D’Orazio. Anche se, nel nostro caso, io parlerei di reinterpretazioni e stravolgimenti veri e propri, in chiave acustica, chitarra e voce, di successi pop-rock. Il primo disco di Giulia, che sta per uscire a breve, però, conterrà poche cover e molti inediti.

Di che tipo di album si tratta?

È un lavoro con sonorità sempre molto acustiche, con pezzi molto ritmati, tutti scritti da me. Ovviamente riflette i nostri gusti musicali, dalla musica nera, all’R&B al soul. D’altronde Giulia ha una voce potente, adattissima per questo genere musicale.

Come è nata la collaborazione con Giulia D’Orazio?

Il duo si è formato circa cinque anni fa sulla scia delle tante serate live fatte a partire ovviamente da gusti musicali comuni.

E la Music Force?

La casa discografica è sorta nel 2006, grazie alla collaborazione con Alessandro Carletti Orsini. A chi vuole fare musica offriamo tutta la gamma di servizi che serve nel settore. Attualmente rappresentiamo molti cantanti e gruppi, per lo più abruzzesi, ma non solo. C’è per esempio Matteo E. Basta, un artista triestino. Ma ci sono anche il teatino Andy Micarelli e l’aquilano Elya. Mi fermo qui se no dovrei citare tutti gli artisti e la lista è lunga”.

Visto che si tende un po’ a riproporre lo stile di altri, cosa va per la maggiore in questo momento?

Sicuramente il rock. Pensate che in Abruzzo ci sono otto cover band di Ligabue, nove di Vasco, quattro di Rino Gaetano e tre degli U2. Al di là del rock, è anche molto gettonato il genere da marcetta salentino-balcanica con un po’ di folk e di ‘intellettualismo’ e anche una vena di cantautorato.

Tutto fatto con lo stampino?

“Insomma… facciamo fatica a trovare proposte nuove. Non ne arrivano, per esempio, di musica elettronica, jazz o anche pop internazionale”.