PESCARA – Entusiasmante.

Un calorosissimo pubblico ieri sera ha cantato e ballato per la talentuosa triestina Elisa Toffoli, in concerto pala ‘Giovanni Paolo II’ di Pescara; tre ore di esibizione circa in cui la cantante non ha smesso un solo istante di coinvolgere tutti, in uno show variopinto e interattivo, l’ennesima straordinaria tappa del tour ‘L’anima vola’.

Look piuttosto ‘maschile’, rock duro ma anche commozione, perché Elisa sa fare della musica una poesia, dimostrando di saper cullare gli animi. Il concerto della ragazza che voleva e sapeva cantare solo in inglese si è articolato attraverso un’impegnativa coreografia-

Su un palco enorme, Elisa ha cercato di essere il più possibile vicino al pubblico, in una dimensione super tecnologica che ha fatto ancor di più vibrare le pareti della struttura con schermi e scenografie che seguivano perfettamente l’andamento dei pezzi alternati secondo una scaletta ben precisa, che ha dato la precedenza all’ultimo più ‘soft’ album ‘L’anima vola’; poi invece è stato dato spazio alla musica forte e palpitante che ha reso famosa Elisa negli anni.

Lo sfondo era caratterizzato in prevalenza dal colore rosso, come rosso era anche il lungo abito che la cantante ha indossato sfilando con la sua prima canzone, ‘Non fa niente’, sulla passerella, pezzo che ha immediatamente scaldato un pubblico voglioso di accoglierla a braccia aperte, in un ingresso timido, quasi intimo.

Poi un’altra melodica canzone del nuovo album,  ‘Un filo di seta negli abissi’, e poi ancora ‘Lontano da qui’, ‘Una pagina bianca’, quella da scrivere, quella che anche chi l’ha sentita cantare per la prima volta potrà riempire con le proprie impressioni, perché le pagine della vita vanno riempite con gli istanti e con le emozioni vissute per caso.

Poi è stata la volta di ‘A modo mio’ e la canzone simbolo dell’anno, ‘L’anima vola’ appunto, che ha segnato il suo gran ritorno ma in lingua italiana; questa canzone è diventata famosa anche per il suo video psichedelico e vibrante che è stato proiettato nello stesso palazzetto.

‘L’anima vola’ è tra l’altro ‘colorata’ di bianco, colore che rimanda quasi a delle grosse ali che riescono a sollevare l’anima con leggerezza malgrado la pesantezza dei pensieri e degli umori. E non è un caso se per quest’esibizione Elisa ha indossato un’ampia camicia bianca, simile a quella che indossa nel video.

Dopo ‘Labirinth’, spazio a ‘Qualcosa che non c’è’, una delle canzoni-simbolo della carriera di Elisa, una specie di manifesto dell’artista che recita”..ho scritto su un quaderno io farò sognare il mondo con la musica”, cosa che alla ragazza è riuscita benissimo. Le canzoni sono piene di luce, riescono anche a far riflettere e guardare oltre nella vita e molte sono diventate la colonna sonora di momenti indimenticabili, le stesse lacrime di commozione del pubblico erano lì a dimostrarlo.

Ascoltarla mentre accompagna la sua voce con il piano nell’esibizione di ‘Dancing’ solleva l’animo che poi si lascia facilmente trascinare anche dalla melodia della successiva, ‘Ecco che’, e dalle altre, la brillante ‘Luce’, ‘Ancora qui’ e una versione particolarmente attuale di ‘Eppure sentire’, preceduta da una riflessione sui primi articoli della Costituzione Italiana, in cui rompe gli indugi e si definisce ‘arrabbiata’ con una società che non rispetta i cittadini.

Dopo ‘Heaven out of hell’, ovvio e stupendo ritorno alle origini inglesi, è stata la volta della scelta del pubblico: un’occasione sincera per accontentare chi la segue da sempre e le dà la forza di continuare a comporre. Dal parterre le richieste sono letteralmente piovute: ‘Nostalgia’, ‘Electricity’, ‘The marriage’, quest’ultima suonata alla chitarra. Quindi ‘Broken’ e ‘Ti vorrei sollevare’, dove la mancanza della forte voce di Giuliano Sangiorgi s’è particolarmente sentita, come in ‘Gli ostacoli del cuore’ quella di Luciano Ligabue.

Dolcissima l’esibizione di ‘Una poesia anche per te’, cantata con l’aiuto stesso delle persone, ‘Rock your soul’, accompagnata dal suono di tamburi invece è stata ‘Freedom’: un vero urlo di liberazione; per concludere si è esibita in ‘Maledetto labirinto’, la scatenatissima ‘Stay’ che l’ha costretta anche a cambiare abbigliamento, per indossare un comodo jeans e scatenarsi anche tenacemente sul palco, ‘Together’ e ‘Tic Tac’.

In conclusione, di Elisa a stupire, su tutto il resto che comunque c’è ed è notevole, è la sua capacità, dopo anni di musica e di applausi, di commuoversi ancora sul palco.