L’AQUILA – Attaccamento alle proprie radici e alla propria terra, L’Aquila. Fino alla fine e senza compromessi.

Questo è ciò che si percepisce dai testi e dalla musica dei Dabadub, la band reggae aquilana composta da Francesco “Ju Frenz”, Mary, Roberto “Papa Roby” e Marco.

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Tutto nasce all’Aquila, appunto. Nel 2006, la passione comune per il reggae fa sorgere l’idea di mettere su un “sound system”, un modo di fare musica che ha origini giamaicane, basato sulla diffusione dei suoni tramite un grande impianto mobile.

Sempre per caso e senza troppe pretese nascono i primi pezzi, e poi il primo album, “Terra nostra”, partorito in un ambiente lontanissimo dalla calda e assolata Giamaica: nella cantina di un paesino aquilano. Tredici tracce in dialetto aquilano, con tiratura di 500 copie, tutte esaurite nel giro di poco tempo, senza una distribuzione organizzata, ma tramite l’antico metodo del “mano a mano”.

Il disco si rivela un successo, i brani che parlano dell’Aquila conquistano il pubblico aquilano e non solo. La musica dei Dabadub inizia a farsi conoscere anche fuori dalla regione e il gruppo inizia a esibirsi in tutta Italia, accompagnando anche gruppi reggae affermati come i salentini Sud Sound System e i romani Villa Ada.

Nel 2008 arriva il secondo album intitolato “Non ce fermemo chiù”. Nulla di più profetico: la crew da allora non si è più fermata, e ha già nuovi e importanti progetti.

“Stiamo lavorando al prossimo disco”, afferma Ju Frenz con una punta di entusiasmo. Sarà infatti il disco più importante per il gruppo, perché per la prima volta verrà prodotto da una casa discografica, la torinese Trumen records.

Abbandonata la “stanzetta” dove fino a ora hanno inciso i loro album, i Dabadub avranno a disposizione una vera e propria sala di registrazione. “Un sogno per noi – sottolinea “Ju Frenz” – non ci aspettavamo una cosa del genere e naturalmente siamo felicissimi”.

Tra i brani contenuti nel nuovo lavoro ci sarà sicuramente “3.32”, il loro ultimo singolo che parla del terremoto del 6 aprile 2009 e il cui video è stato girato all’interno della “zona rossa” del centro storico aquilano.

E se qualcuno proponesse loro di abbandonare il dialetto aquilano, con cui si esprimono nelle canzoni, i Dabadub sono categorici: “Assolutamente no. Il dialetto rappresenta la nostra terra, le nostre origini e quindi non potremmo mai cantare diversamente. E poi il fatto di cantare in dialetto viene proprio dalla tradizione reggae giamaicana”.

L’album uscirà non prima dell’estate prossima, e già tra i fan dei Dabadub c’è grande attesa, confermata dai numerosi messaggi di apprezzamenti e richieste di prossimi concerti riempiono il loro spazio Facebook e il sito www.myspace.com/dabadub.