L’AQUILA – Certificare se la maggioranza di centrosinistra in Comune all’Aquila ha ancora i numeri per governare e stanare i consiglieri di centrodestra che puntano a tirare a campare per collezionare gettoni di presenza o timore di non essere rieletti.
Questi i due scopi fondamentali della mozione di sfiducia al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, annunciata dal capogruppo della Destra, Luigi D’Eramo (nella foto).
Il documento è in preparazione e dovrebbe essere consegnato nei prossimi giorni. Resterà in segreteria generale per quindici giorni, quindi sarà inserito all’ordine del giorno nel primo Consiglio comunale utile.
“Sto lavorando – spiega D’Eramo – perché sia una mozione che abbia senso, fatta con scienza e coscienza. Del resto, da un anno a questa parte la situazione politica è completamente cambiata. Sono andati via assessori, in palese contestazione, e nelle ultime settimane si è perfino accelerato, con consiglieri che si sono dimessi o sono passati all’opposizione, o al gruppo misto”.
Secondo D’Eramo, “l’amministrazione vaga nel buio e manca di stabilità politica. Non si può stare con il fiato sospeso in ogni Consiglio – accusa – aspettando il ventunesimo voto per far passare le deliberazioni”.
Da alcune parti è arrivata l’accusa di irresponsabilità per un progetto che cerca di far cadere il Consiglio mentre la macchina della ricostruzione va ancora a rilento e tante dinamiche sono in mutamento, come la questione del nuovo commissario, ma il consigliere di centrodestra la vede diversamente.
“Non è irresponsabilità – dice – semmai il contrario. È vero che, se il provvedimento passasse, il Comune sarebbe commissariato, ma è altrettanto vero che a marzo si voterebbe. E potrebbe pure rivincere il centrosinistra. Non è una questione di schieramento, ma di capacità amministrativa. Ci vuole una nuova classe politica per questa città e l’unico modo per ottenerla sono le elezioni”.
Ultimo, ma non meno importante scopo della mozione sarà fare un’altra conta, quella interna al centrodestra: tutta l’opposizione è convinta di voler far cadere la maggioranza? D’Eramo non ne sembra convinto.
“Il centrodestra – ammette – ha un atteggiamento molto ambiguo e deve ritrovare compattezza. Bisogna evitare a ogni costo personalismi di carattere economico, non pensare a stipendi e gettoni di presenza. Mentre di possibili affari tra maggioranza e minoranza non voglio parlare, perché mancano le prove su alcuni sospetti. In ogni caso, con la mozione si chiariranno molte cose anche per l’elettorato di centrodestra”.
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