L’AQUILA – “Anche all’Aquila tanti residenti stanno chiedendo risarcimenti tramite azioni legali contro la mancanza di regole e controlli in centro. Ora viene confermato quanto noi denunciamo da tempo”.
Dal capoluogo regionale, la presidente del comitato “Cittadini per il centro storico”, Claudia Aloisio, esulta così per la sentenza della Corte di Cassazione sulla movida rumorosa che fissa la predominanza del diritto alla quiete pubblica e apre al risarcimento ai cittadini da parte del Comune di Brescia. Il Comune può quindi essere condannato sia a risarcire il danno che ad agire per ridurre le immissioni. Ora la causa è rinviata alla Corte di Appello per definirne i dettagli.
Una sentenza che rischia di creare un precedente giuridico andando a colpire i conti dei municipi di tutta Italia.
“La sentenza della Corte di Cassazione sembra raccontare quello che accade nella nostra città, un centro storico la cui unica caratteristica e peculiarità è data da locali e pub e, quindi, dalla inevitabile movida notturna, che indisturbata si destreggia tra vie, piazze e vicoli fino alle prime ore del mattino nell’assoluta assenza di controllo o regola e, soprattutto, del minimo rispetto per coloro che in centro vivono e di notte riposano”, dice Aloisio al Centro.
E ancora: “Ormai non fanno più notizia le risse, la sporcizia delle vie secondarie. Viceversa, ormai al suo sesto anno di governo, questa amministrazione pensa di poter parlare di ‘rinascita’ del centro solo organizzando e permettendo feste, dal sapore spesso di sagra. Ma mancano servizi essenziali quali parcheggi, asili, scuole, trasporti pubblici, centri culturali. Ci sono solo locali”.
“Molti cittadini si stanno rivolgendo alla magistratura per avere il risarcimento degli ingiusti danni che da anni subiscono, vedendosi privati del loro diritto alla quiete, al riposo, alla ‘normalità’ e non dovremo stupirci se a breve avremo condanne del Comune, in linea con l’orientamento oramai pacifico della Corte di Cassazione. Altri ancora hanno deciso di lasciare il centro, per trasferirsi fuori. Tutto ciò pesa e peserà sempre di più sulla intera collettività, in termini di spese giudiziarie, di abbandono delle case del centro ai soli b&b o agli affitti brevi, con una inevitabile spersonalizzazione, perdita di identità e depauperamento della città tutta”.






