L’AQUILA – “Siamo pronti a manifestazioni eclatanti se il Consiglio comunale vota l’ordine del giorno per la realizzazione della moschea”.
Questo il bellicoso annuncio del segretario regionale della Destra, Luigi D’Eramo.
“Centinaia – ringhia – sono gli aquilani pronti a manifestare contro la realizzazione della moschea nella città di San Celestino V, della Porta Santa e quindi di Santa Maria di Collemaggio. La proposta del consigliere straniero Roland Vide è provocatoria e offensiva nei confronti dell’Aquila”.
“Oggi – sostiene D’Eramo – con la città distrutta e con la maggior parte delle chiese inagibili o rase al suolo, la realizzazione di una moschea non può essere posta neanche come discussione”.
Come argomento a suo favore, il segretario regionale chiama in causa screzi di qualche anno fa rievocando le gesta di Adel Smith, presidente dell’Unione musulmani d’Italia.
“La nostra comunità – sbotta – ancora non dimentica l’offesa ricevuta dal musulmano che gettò fuori dalla finestra dell’ospedale dell’Aquila il crocefisso e successivamente pretese che venisse tolto dai locali pubblici come scuole e tribunale”.
D’Eramo non si limita a demolire la proposta, ne lancia pure una alternativa. “Nell’ordine del giorno a firma del consigliere Vide e altro – ricorda D’Eramo – si afferma che la costruzione della moschea è giustificata dal fatto che i musulmani sono costretti a recarsi ad Avezzano per espletare le pratiche religiose; potrebbe essere un’idea quella di promuovere una convenzione tra le associazioni musulmane e la società di autostrade per una riduzione del pedaggio autostradale, così da rendere meno onerosi i continui viaggi nel centro marsicano”.
“Il consigliere straniero Vide – conclude – non ha avuto neppure la delicatezza di individuare terreni privati da far acquistare alle organizzazioni musulmane, ma chiede che sia il Comune dell’Aquila a privarsi di un proprio bene immobile da destinare gratuitamente ai seguaci di Allah”.
Un “regalone” evidentemente inaccettabile per D’Eramo.
ARTICOLI CORRELATI:
”COSTRUITE UNA MOSCHEA ALL’AQUILA”, LA PROPOSTA FA DISCUTERE




