REGGIO CALABRIA – Millenovecentotrentasei euro e ottanta centesimi.
Questa la cifra che compare sull’assegno consegnato a Paola Armellini, la mamma di Matteo, il tecnico romano di 32 anni che morì tra il 4 e il 5 marzo a Reggio Calabria, mentre stava montando il palco di Laura Pausini.
“L’unica certezza fino ad adesso è che la vita di mio figlio non vale neanche duemila euro”.
La donna è ovviamente molto amareggiata da un risarcimento che deve sembrarle insultante.
“Vorrei una spiegazione, non tanto per i 1936,80 euro, ma perché mio figlio è morto sotto un palco e nell`oggetto del pagamento c`è scritto “risarcimento per infortunio e malattia professionale”. È un problema di dignità, Matteo non aveva ancora cominciato a lavorare, gli è caduta in testa tutta la struttura. Non voglio, non ci sto che la morte di mio figlio venga liquidata così”.
È intervenuto poi Giuseppe Lucibello, direttore generale dell’Inail puntualizzando che “quei soldi non sono un risarcimento ma un anticipo dell’assegno funerario”.
Così il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, costretto però a riconoscere che “la retribuzione molto bassa del ragazzo non consente di immaginare risarcimenti consistenti. Con le attuali leggi, l’Inail risarcisce quello che può ma ha avanzato più volte proposte per meglio tutelare i più giovani”.
(fonte Corriere.it)



