PESCARA – “Non mi sono accorto di niente, non sapevo che fosse morto e non volevo fargli del male. Non avrei mai immaginato che potesse accadere una cosa del genere. Sembra tutto irreale”. 

N.M., il 19enne pescarese che giovedì sera ha avuto una lite per questioni di viabilità con Tiziano Paolucci, 56 anni, di Tollo, è apparso sotto choc, l’altra notte, al sostituto procuratore Marina Tommolini, che lo ha interrogato per circa un’ora e mezzo alla presenza del suo difensore, l’avvocato Valerio Argentieri. 

Il giovane, racconta Il Centro, non sapeva che Paolucci fosse morto dopo quella discussione particolarmente violenta in viale della Pineta, perché dopo le urla e le botte che i due si sono scambiati, il 19enne è risalito sulla sua Renegade bianca ed è tornato a casa. Ma non è stata una fuga, ha chiarito quando è stato ascoltato. 
Lo hanno rintracciato i carabinieri, dopo aver ricevuto indicazioni sulla targa dell’auto da chi ha assistito alla zuffa in strada. E proprio dagli uomini dell’Arma della compagnia di Pescara e del Nucleo investigativo del Reparto operativo, il giovane ha saputo che Paolucci è crollato a terra, poco dopo la discussione con lui, e non si è più rialzato. 

Il 19enne era molto provato, di fronte al sostituto procuratore che lo ha ascoltato e poi indagato per morte come conseguenza di altro reato e lesioni, lasciandolo libero. “Mi dispiace”, diceva. 

E ha ripercorso quegli attimi di follia che hanno scatenato tutto. L’altra sera, attorno alla 20, si trovava in via della Pineta, in auto, e dopo aver visto all’ultimo secondo un posto per parcheggiare ha subito avviato la manovra in retromarcia per occuparlo, così ha raccontato. Paolucci, che era dietro di lui con la sua auto, avrebbe cominciato a suonare il clacson a ripetizione, mentre il giovane continuava le manovre. 

A quel punto i due, apparsi parecchio agitati, sono scesi dai rispettivi veicoli e si sono azzuffati, insultandosi. Li hanno separati, ma si sono riavvicinati e hanno continuato a picchiarsi con calci a ripetizione e pugni, dopodiché il 19enne è risalito in auto e si è allontanato. L’altro sarebbe risalito sulla sua macchina, avrebbe percorso un tratto brevissimo di strada per raggiungere il ristorante della figlia, “La griglia dell’orso”, e una volta sceso dal mezzo si sarebbe appoggiato al veicolo crollando a terra, per morire subito dopo. 

I carabinieri hanno perquisito l’auto del 19enne e lo hanno sottoposto ad accertamenti sull’eventuale assunzione di alcol o altre sostanze, per poi ascoltare tutte le persone che erano presenti e hanno assistito alla scena di forte concitazione e violenza, oltre ad acquisire alcuni video che sono stati girati con i telefonini da chi era in strada o sul balcone. 

Tra i racconti di quei minuti ci sono anche quelli della moglie di Paolucci, Angela, che era lì con lui: la coppia, infatti, stava andando a prendere i nipoti. E alla scazzottata ha assistito anche una delle figlie del 56enne, Silvia, che è intervenuta e ha provato a separare i due insieme al marito, rimanendo leggermente ferita, tanto da essere medicata in ospedale.