TERAMO – La morte di Romano Malavolta Junior ha scosso tutto il mondo del calcio abruzzese.
Raggiunto nella sua abitazione di Varese, l’ex allenatore del Teramo dei tempi d’oro, Luciano Zecchini, è incredulo e ha un sussulto quando gli comunichiamo la notizia che nessuno mai avrebbe voluto dare e ricevere.
“Non l’ho più sentito da quando andai via da Teramo – spiega il tecnico ad AbruzzoWeb – ma sapevo che stava meglio, che aveva superato i suoi problemi e che faceva controlli di routine a Pavia. Non me l’aspettavo proprio, è una brutta notizia: faccio le condoglianze alla famiglia Malavolta ma non mi piace unirmi alle commemorazioni formali e seguire la prassi, perché spendere parole di elogio per una persona solo quando non c’è più non lo trovo giusto”.
Arrivato nella stagione 2001-2002, Zecchini insieme a Malavolta, riporta il Teramo in C1 dopo 14 anni: l’anno successivo centra i play-off (quarto posto) e vede sfumare il sogno della B solo per colpa del Martina, sconfitto all’andata 1-0 ma vincente al ritorno 1-0 e qualificato per il miglior piazzamento (era arrivato terzo).
Simone Pepe, Morris Carrozzieri, Christian Terlizzi, Simone Motta, Mattia Biso, Florian Myrtay i nomi di una squadra che fa impazzire una città intera, molti dei quali poi si sono affermati nel calcio di vertice.
Nella stagione 2004- 2005, Malavolta conferma sulla panchina biancorossa ancora Zecchini che, però, viene subito esonerato alla prima giornata dopo la sconfitta interna con la Fermana: richiamato in corso d’opera, chiude 13°.
“È stato un rapporto di alti e bassi – aggiunge Zecchini – caratterizzato da momenti di grande affinità e feeling e altri di rottura e scontri: all’inizio eravamo in sintonia poi, il nostro rapporto è venuto via via scemando e Il doppio esonero di quella stagione tumultuosa sancì la fine del nostro matrimonio ma di un ciclo comunque positivo”.
“A Teramo sono stato benissimo – conclude l’allenatore – sono molto grato alla città e allo stesso Malavolta per l’opportunità che mi ha concesso. Seguo con piacere le sorti del ‘Diavolo’ che ha dominato il campionato e che, meritatamente, torna tra i professionisti. Il mio futuro? Vent’anni di esperienza nel calcio non contano più, oggi si dà spazio a gente che non ha mai allenato”.






