L’AQUILA – “Maurizio Acerbo rappresenta il politicamente corretto della cosiddetta sinistra radicale, quella dell’asterisco in fondo alla desinenza della parole, dei diritti civili che sostituiscono i diritti sociali. Non c’è niente che ci somiglia, neanche lontanamente”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb Marco Rizzo, segretario nazionale del Partito Comunista che correrà alle elezioni politiche del 25 settembre nella lista Italia Sovrana e Popolare, in risposta a Maurizio Acerbo, pescarese, segretario di Rifondazione Comunista e candidato in Abruzzo con Unione Popolare con De Magistris che aveva criticato Rizzo per un post di quest’ultimo sulla scomparsa del leader russo Mikhail Gorbaciov.

“Era dal 26 dicembre 1991 che avevo aspettato di stappare la migliore bottiglia che avevo”, ha scritto Rizzo a proposito della dipartita di Gorbaciov, un commento che ha subito suscitato polemiche a non finire.

“Non commento Marco Rizzo, caricatura di ‘comunista’ horror che piace ai salotti che frequenta e gli garantiscono visibilità in tv. Uno che ha sostenuto il governo che bombardava la Serbia e si congratulava con Prodi per ingresso nell’euro, poi è diventato no Nato e no Euro per i fessi che abboccano. La tesi del tradimento di Gorbaciov l’ha già smontata Giulietto Chiesa che certo non era filoamericano – le parole di Acerbo -. Anche se i più giovani non lo sanno durante i bombardamenti della Serbia nei cortei antimperialisti per la pace si gridava ‘Rizzo pelato servo della Nato’. E Gorbaciov si schierò contro bombardamento Nato della Serbia mentre Marco Rizzo, allora coordinatore segreteria del Pdci, rassicurava che non avrebbero fatto cadere il governo D’Alema. Fu premiato con poltrona al parlamento europeo dove si congratulò con Prodi per l’ingresso nell’euro”.

Inevitabile la risposta di Rizzo, secondo il quale “La nostra adesione all’idea di popolo è legata al lavoro, all’identità del popolo, ai quartieri, alle periferie, all’unione tra le persone che vivono del proprio lavoro”,

“Quella di Acerbo, al contrario, rappresenta il ‘fucsia’, il radical chic, tutto quello per cui anche la parola comunista in Italia è venuta a cessare. Non abbiamo neanche un capello in comune, visto che io di capelli non ne ho”, aggiunge il segretario nazionale del Partito Comunista che poi attacca il politico abruzzese anche per “il suo sì a obbligo vaccinale, green pass ed Euro”.

“Noi siamo contro l’obbligo vaccinale e il green pass e abbiamo le idee chiare su Euro e Nato, tanto che nel programma di Italia Sovrana e Popolare c’è l’uscita sia dall’Euro che dalla Nato, oltre che dall’Organizzazione mondiale della sanità, l’Oms. Acerbo e i suoi, invece, sono d’accordo su tutti questi punti contro il popolo”, conclude Rizzo. (red.)