L’AQUILA – Stile molto compassato, niente bagno di folla né contestazioni ma giusto qualche applauso, niente battute, poche parole.

Cinquecento giorni dopo, è molto diversa da come se la ricordavano gli aquilani la visita del presidente del Consiglio, che non è più Silvio Berlusconi, piombato una trentina di volte nel “cratere” per poi dimenticarsene, ma Mario Monti, che per capire che L’Aquila è un’emergenza nazionale ci ha messo un po’.

Ad accoglierlo di fronte alla Casa dello studente, crollata, prima tappa di un giro in centro molto rapido, gli applausi di un centinaio di persone. Con Monti, il ministro dell’Interno, Annamaria Cancelleri, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il prefetto del capoluogo, Giovanna Iurato e una sorpresa, l’ex sottosegretario di Stato Gianni Letta.

Per il Professore, una breve sosta davanti al monumento dedicato alle vittime della struttura crollata, poi l’arrivo nella sede della nuova prefettura, in corso Federico II, nei locali dell’ex Agenzia del territorio.

All’uscita da quella che sarà la nuova prefettura un cittadino è riuscito stretto la mano al premier. “Faccia qualcosa per L’Aquila!”, la richiesta. “Sono qui apposta”, ha risposto Monti.

Il gruppetto ha poi visitato il bar Nurzia, luogo simbolo del sisma, e dopo un rapido giro in piazza Duomo l’inquilino di palazzo Chigi è ripartito.

“L’impressione è di una straordinaria bellezza anche così, avendo visto le scene in televisione uno può immaginare cosa è stato il passato. C’è una grandissima voglia di fare sempre meglio, vedo un entusiasmo palpabile”.

Queste le poche parole pronunciate ai cronisti da Monti a piazza Duomo. Alla domanda di una giornalista che ha chiesto al premier se L’Aquila se l’aspettava ancora così, Monti ha risposto: “Onestamente no”.

Parlando con il sindaco, Massimo Cialente, il premier è rimasto impressionato dalla chiesa di Santa Maria del Suffragio (nota come delle Anime Sante), devastata dal sisma e diventata uno dei simboli dell’emergenza nazionale.

Mentre il sindaco parlava dei lavori Monti ha esclamato “Ma è riaperta?”, facendo poi una smorfia di stupore al cenno d’assenso del sindaco che poi ha specificato: “Una piccola parte, mentre il Duomo no”.

Il premier si è poi spostato nei Laboratori nazionali del Gran Sasso, per partecipare al Forum promosso dall’Ocse su ricostruzione e sviluppo. In un lungo e articolato intervento ha fatto un parallelo tra L’Aquila e l’Italia, entrambe chiamate a fronteggiare tanto l’emergenza contingente quanto le esigenze di programmazione strategica del futuro.

“Ho colto nelle parole del presidente Chiodi e del sindaco Cialente qualcosa che mi colpisce per l’analogia con ciò che abbiamo dovuto affrontare e stiamo affrontando a livello nazionale: la necessità di congiungere gestione dell’emergenza e costruzione del futuro”, ha detto.

Nella successiva conferenza stampa, un po’ frettolosa, Monti ha affermato di voler portare al prossimo G8 di Chicago “lo spirito di quello dell’Aquila del 2009”.

Alla fine Chiodi ha donato a Monti la statuetta del Guerriero di Capestrano, “in segno di cordialità e collaborazione istituzionale”.

Curiosamente, si tratta dello stesso premio che fu dato all’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Inoltre, è famosa una foto dello stesso Chiodi assieme a Barack Obama vicino alla statua originale in pieno G8.

Al termine dell’evento, si è svolta una cena strettissima presso il ristorante Elodia con Monti, i tre ministri Cancellieri, Profumo, Barca, Chiodi, Cialente e l’ex sottosegretario Gianni Letta, nonché il presidente della Provincia Antonio Del Corvo e alcuni delegati Ocse. Altri tecnici sono andati a Magione Papale.

 

LA TAPPA AL BAR NURZIA: “TENETE DURO”

Oltre a visitare il centro storico dell’Aquila a causa del terremoto di quasi tre anni fa, oggi pomeriggio il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, ha degustato un caffè e del torrone aquilano al bar Nurzia in piazza Duomo.

La sosta non era prevista, ma il governatore, Gianni Chiodi, l’ex sottosegretario Gianni Letta, il prefetto, Giovanna Maria Iurato, e il sindaco, Massimo Cialente, hanno convinto Monti, sua moglie e il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri a prendere un caffè.

La cosa ha fatto felice la proprietaria Natalia Nurzia che all’uscio del suo locale aspettava il passaggio delle autorità per offrire il torrone di sua produzione.

”Monti – racconta Nurzia – mi ha fatto i complimenti per il fatto che sono stata la prima a riaprire l’attività in centro storico”.

Natalia Nurzia ha donato a tutti una scatola di torroncini e offerto il caffè.

Solo la Cancellieri non ha voluto prendere nulla e ha raccontato al gestore del bar che ”l’aveva fatta tornare bambina, perché molto tempo fa lei trascorreva il Natale a Sulmona e sulla sua tavola c’era sempre il torrone dei fratelli Nurzia”.

Il ministro dell’Interno è rimasta sorpresa che all’Aquila si realizzessero anche le uova di Pasqua che erano esposte all’interno del bar.

”Alla domanda della Cancellieri – prosegue Nurzia – le ho detto che grazie al contributo ricevuto dalla Camera di Commercio di Milano lo scorso anno, la mia impresa insieme ad altre dodici, abbiamo avuto l’opportunità di rinnovare la nostra produzione”.

Le autorità si sono fermate nel bar Nurzia per circa 10 minuti.

Prima di uscire Monti ha detto a Nurzia di ”continuare a tenere duro anche per il bene del capoluogo abruzzese”.

La Nurzia ha risposto che ”stare in piazza Duomo e un dovere per me, perché amo la mia città”. (s.cas.)

L’INTERVENTO AL FORUM


“VISITA IN CENTRO STORICO FORTE EMOZIONE”

La pur breve visita al centro storico dell’Aquila procura al presidente del Consiglio, Mario Monti, una “forte emozione”.

È lo stesso premier a riferirlo prendendo la parola presso il Laboratorio nazionale del Gran Sasso.

“La visita che ho fatto condensa la tragedia e la sofferenza che la Casa dello studente ben immortala, con la grande voglia di futuro, di ricostruire”.

“SUPERARE CONFLITTI ISTITUZIONALI”

Il premier nel lodare apertamente l’intesa raggiunta sulla ricostruzione del sisma tra Confindustria e sindacati si è augurato, parlando del nuovo modello di lavoro e ammortizzatori sociali, che questa collaborazione tra istituzioni possa essere raggiunta “lo stesso per l’Italia superando visioni particolari”.

Nel suo discorso al Forum Monti ha detto poi chiaramente, parlando di ricostruzione, che “qui la sfida è collettiva: spetta agli enti locali la strategia dello sviluppo con fiducia reciproca, quel comune sentire di relazioni che trovo ricostruite e che mancavano da anni. Il governo dal canto suo accompagnerà il processo favorendo in modo alto la ricostruzione”, ha garantito il premier.

“CITTADINI DEVONO AVERE CERTEZZE”

“Le esperienze di altri terremoti ci fanno capire che per il pieno rientro alla normalità sono occorsi molti anni ma è anche necessario per i cittadini sapere e avere certezze”.

Monti ha dunque ricordato però “la specificità” dell’Aquila che porta dunque con sé una serie di problematiche ulteriori per la ricostruzione: “mai prima di tre anni fa, fatta eccezione per i terremoti di Messina e Reggio Calabria, un sisma ha colpito così duramente, ha devastato un centro istituzionale e culturale”.

IL PARAGONE TRA L’AQUILA E L’ITALIA

“Ho appena visitato il centro storico e mi sono emozionato, il ritorno nelle case è il primo passo per accelerare lo sviluppo”.

Anche l’algido presidente del Consiglio si è scomposto di fronte alla prima visita nel centro storico dell’Aquila distrutto dal sisma, e il premier lo ha ammesso nel successivo intervento ai Laboratori nazionali del Gran Sasso”.

Monti ha parlato in due momenti: un intervento alla platea di tecnici, politici e delegati Ocse, in cui ha fatto un parallelo tra L’Aquila e l’Italia, entrambe chiamate a fronteggiare contemporaneamente i guai dell’emergenza e progetto per il futuro.

Successivamente si è svolta una conferenza stampa in cui oltre a illustrare le caratteristiche del Gran Sasso Institute, riepilogate dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, Monti ha anche detto di voler portare al G8 e G20 prossimi di Chicago “lo spirito di quello che ci fu all’Aquila”.

L’INTERVENTO SULLA RICOSTRUZIONE

“Questo governo si è volto con decisione al ritorno alla normalità affidando al ministro Fabrizio Barca un incarico, mi spiace per lui, che suona semplicemente di ‘inviato speciale’”, ha ricordato il premier che dopo l’applauso scattato verso il suo uomo ha aggiunto “Mi pare di aver scelto bene”.

“Fabrizio – gli ha poi detto in prima persona – ti sono grato, so che tu compierai questo sforzo straordinario per l’Abruzzo senza togliere un minuto di impegno a quello che fai per le altre Regioni”.

Per Monti “sarà importante il contatto quotidiano con il commissario Gianni Chiodi, che ringrazio per il costante impegno”.

L’inquilino di palazzo Chigi ha infatti diviso i compiti. “Sta alle amministrazioni – ha affermato – trovare le capacità per una strategia di sviluppo, ristabilendo la fiducia tra gli attori e favorendo la partecipazione della comunità. Sta al governo accompagnare il processo mobilitando competenze di alto valore e orientando in modo alto il processo di ricostruzione”.

“Il primo test – ha poi detto il premier – saranno le periferie, dove dobbiamo procedere speditamente per tempi rapidi. Ci sono i presupposti perché, con l’impegno degli enti preposti, anche per gli immobili ‘E’ l’istruttoria delle richieste di contributo sia completata in pochi mesi”.

Quanto ai centri storici, “l’importante sarà completare i piani di ricostruzione, che oggi mancano in 35 comuni. Per il centro dell’Aquila, che rappresenta la specificità, si tratta anche di raccogliere la sfida della ricostruzione per incoraggiare un più vasto rinnovamento urbanistico”.

Nel suo intervento al convegno il premier ha tracciato un parallelo tra la ricostruzione del “cratere” e quella del Paese.

“Per L’Aquila l’emergenza è la ricostruzione fisica mentre il futuro è una visione strategica”, ha ricordato, mentre l’emergenza del governo è la “crisi finanziaria ed economica che non può provocare gli sconvolgimenti del terremoto ma danni, ripercussioni, perdite di sovranità e di fiducia e conseguenze storiche, basti pensare alla Grecia”.

“Ma non abbiamo potuto centrare la nostra attenzione solo sull’emergenza – ha proseguito – Questo governo deve lavorare sulla sfida del futuro e prendere dall’emergenza lo stimolo in più. È quello che noi cerchiamo di fare, quello che voi avete già cominciato a fare e state facendo”.

LA CONFERENZA STAMPA


IL G8

“Il G8 dell’Aquila – ha detto poi il presidente rispondendo alla domanda di un cronista – è stato un momento molto significativo per la vita italiana, la vita dell’Aquila e la vita internazionale. Porterò sicuramente al G8 e G20 di Chicago il contributo italiano alla riflessione su quanto si sia evoluto lo scenario mondiale e su quanto sia diventato più rilevante il G20 sul G8 dopo la crisi finanziaria che ha messo in campo parti del mondo meno affette dalla crisi e più affette dalla crescita, beate loro”.

Ricordando l’evento internazionale che si svolse nel capoluogo in piena emergenza, Monti ha detto che “una delle intuizioni fu che per la prima volta a quel livello si pose tanta attenzione sui temi dell’alimentazione del genere umano e del ruolo dell’agricoltura dello sviluppo sostenibile, temi intuiti come decisivi dal governo Berlusconi”.

“Sono venuto a cercare all’Aquila lo spirito per prepararmi al meglio al G8 e G20 di Chicago”, ha coniato lo slogan alla fine.

RICOSTRUZIONE PULITA

Monti è stato stimolato anche su una ricostruzione corretta e trasparente nelle procedure, senza malaffari e infiltrazioni.

“Lo svolgimento di una corretta attività economica in tempi normali, calamitosi e post-calamitosi è considerato da noi come uno degli aspetti centrali per la crescita e il risanamento”, ha premesso.

“Avere un sistema economico basato sui principi della concorrenza, la trasparenza, la pubblicità degli appalti – ha proseguito – è non dico una garanzia, il genere umano non lo consente, ma un grosso fattore di riduzione dei rischi e dei comportamenti impropri”.

CHIODI: “ANCHE NUOVO GOVERNO IMPEGNATO PER RICOSTRUZIONE”

“Continua il lavoro senza soluzione di continuità del nuovo governo mettendo lo stesso impegno profuso dal precedente”. Così il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, commissario per la Ricostruzione, ha commentato la breve visita nel centro storico dell’Aquila da parte del presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti. “Il fatto che Monti sia venuto qui dimostra che dopo il primo rodaggio, la partenza, il governo sarà presente sull’Aquila – ha concluso Chiodi – così come è stato nel passato”.

CANCELLIERI: “PREVENUTE INFILTRAZIONI”

Per il lavoro del post-terremoto all’Aquila e nel cratere sismico, “stiamo lavorando molto bene per cui non ci sono infiltrazioni mafiose”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, lasciando il cantiere che ospiterà la nuova prefettura del capoluogo in compagnia del premier Monti.

Il ministro ha tenuto a sottolineare, inoltre, che “c’è un’intensa attività perché ciò non avvenga e i controlli sono serrati e mirati”.

Il titolare del dicastero dell’Interno partecipa, ad Assergi, insieme con il presidente Monti, alla chiusura del forum Ocse-Groningen sulle strategie di sviluppo nei territori terremotati.

“All’Aquila c’è una ferita aperta. È drammatico vedere quello che è accaduto. Però, insomma, si ricomincia”.