L’AQUILA – “Mio padre è bloccato, con i postumi di un infarto, in un ospedale pubblico a Mombasa, in Kenya, dopo essere stato sbattuto fuori da una struttura privata perché non aveva più soldi. C’è bisogno di un aiuto concreto per metterlo su un aereo per l’Italia insieme a un medico, ma purtroppo dal nostro governo non ricevo risposte”.
Questo il grido disperato di Maurizio Papini, romano con un passato lavorativo all’Aquila prima del terremoto del 2009, per la situazione di suo padre Roberto, settantenne originario di Messina che vive da un paio d’anni in Kenya con la sua moglie keniota.
Roberto, pensionato, è stato colpito da infarto pochi giorni fa ed è stato ricoverato inizialmente in una struttura privata, per poi essere trasferito senza troppi complimenti in un ospedale pubblico.
Che però da qualche giorno, racconta suo figlio ad AbruzzoWeb, “non gli garantisce più le cure necessarie. Mio padre è esausto, ha bisogno di rientrare in Italia ma purtroppo dalla Farnesina da due giorni nessuno ci dice nulla”.
“Da quanto ho capito – spiega – è necessario metterlo su un aereo con un medico a bordo, ma questa cosa ha un costo elevato, parliamo di alcune migliaia di euro. Dalla Farnesina mi hanno parlato di un prestito da restituire in pochi mesi, ma né io né mio padre siamo in grado di affrontare una spesa grande”.
“Chiunque sia in grado di aiutarci, non solo economicamente ma anche dal punto di vista di un intervento politico, può chiamarmi. Stiamo vivendo un momento durissimo”, conclude Papini, tifoso romanista che ha pure chiesto aiuto in diretta radiofonica, intervenendo telefonicamente a Rete Sport, nel corso della trasmissione Il mio canto libero condotta da Sandro e Mauro.
+39 345 114 1589 è il numero di telefono da contattare






