L’AQUILA – Misure per agevolare le attività produttive e l’accesso al credito solo se ci sono i piani di ricostruzione.
È quanto è scritto in una nota del ministero dell’Economia e delle finanze, che AbruzzoWeb pubblica in esclusiva, indirizzata al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, all’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta, al capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, al dipartimento del Tesoro e a quello della Ragioneria generale dello Stato.
Il documento porta la data del 9 giugno scorso e fa riferimento a una riunione di due giorni prima con tutti i soggetti destinatari della lettera e annuncia: “con riguardo alla ricostruzione/sviluppo del centro storico, il Mef ha rappresentato la possibilità di prevedere una serie di misure volte ad agevolare la ripresa delle attività produttive presenti nelle aree in questione e l’ampliamento dell’accesso al finanziamento bancario agevolato a carico dello Stato destinato alla riparazione e ricostruzione di immobili privati che finora non ha avuto il tiraggio auspicato”.
“La premessa per l’adozione delle misure – è la condizione impartita dal ministero – è la predisposizione dei piani di ricostruzione di cui all’articolo 14, comma 5 bis, del decreto legge 39 del 2009 di competenza dei sindaci e adottati d’intesa con il commissario delegato”.
Il dicastero di via XX settembre concede la possibilità di procedere alla ricostruzione “per piani stralcio costituiti da singole aree o porzioni di aree, anche in conformità con il vigente piano regolatore”, purché siano “preceduti da un documento pianificatorio unitario, che illustri l’assetto generale e gli indirizzi da seguire in fase di ricostruzione e sia accompagnato da una stima di massima dei costi riguardanti l’intero perimetro del centro storico (entro le mura)”.
“Su tali piani stralcio – aggiunge la comunicazione del ministero – va acquisita l’intesa del commissario delegato”.
A leggere il documento, quindi, sembra confermata la linea di coloro che da sempre sostengono che i piani di ricostruzione siano uno strumento indispensabile per il rilancio socio-economico del capoluogo e del “cratere”: oltre a Chiodi, il coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, e il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis.
Dall’altro lato della barricata, invece, quelli che ritengono che i piani siano uno strumento inutile in una città come L’Aquila, dove la maggior parte degli interventi di riparazione degli edifici può essere fatta con le norme urbanistiche in vigore. Su tutti Cialente che, durante una turbolenta riunione del tavolo tecnico degli enti alla presenza di Letta, sbottò: “qualcuno mi spieghi a cosa servono questi piani”, prima di alzarsi e di abbandonare polemicamente il vertice.
La lettera del ministero chiarisce anche nel dettaglio le misure ipotizzabili per il rilancio economico del territorio colpito dal sisma: “ampliamento dei contributi pubblici per le seconde case e gli immobili a uso produttivo, previa modifica della normativa primaria sul punto (che attualmente limita il ricorso al finanziamento agevolato alla riparazione o ricostruzione delle abitazioni principali”.
Inoltre, aggiunge, il Mef “la possibilità di prevedere mutui a tasso agevolato per le eventuali spese residuali non integralmente coperte dall’intervento pubblico”, la facoltà al Comune di “rilevare le abitazioni per le quali gli stessi proprietari abbiano manifestato il disinteresse al completo recupero, al fine di destinarle ad altri scopi” e, infine, “gli incentivi, in linea con i principi comunitari, per le attività produttive danneggiate (commerciali, artigiane, libero-professionali, ecc.)”. (pi.bi.)
IL SINDACO: ”IN CENTRO SI PUO’ PARTIRE, RICORRO AL TAR”
“Farò ricorso al Tar per sapere se chi deve solo riparare un’abitazione in centro e ha tutto conforme al piano regolatore può partire o no”.
Lo ha annunciato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nello speciale della rubrica L’irriverente di Abruzzo24ore.tv andato in onda oggi, in cui il primo cittadino si è confrontato con il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, su zona franca e post-terremoto.
Parlando dell’annosa questione del piano di ricostruzione, Cialente ha detto che “ha senso per le aree della città che devono essere modificate, come Collemaggio o Valle Pretara, ma perché bisogna considerarlo anche un piano urbanistico?”.
“Chi ha tutto conforme al piano regolatore – ha affermato il sindaco – secondo me può partire. Per toglierci il dubbio faccio un bel ricorso al Tar”. (alb.or.)
DOCUMENTI CORRELATI:
GUARDA LA LETTERA DEL MEF (file pdf, 980 Kb)



