L’AQUILA – Annullare il concorso indetto dal Ministero delle Politiche agricole il 9 di agosto, per il reclutamento di 40 funzionari e 4 dirigenti da impiegare nell’Ispettorato centrale della qualità e repressioni frodi.

E procedere piuttosto allo scorrimento delle graduatorie di chi il concorso lo ha già fatto. Con risparmio di tempo e denaro. 

Questo il contenuto di una diffida che ha tra i firmatari, e tra i più agguerriti fautori, Giuseppe Ciotti, funzionario del Ministero, abruzzese di Cerchio, in provincia dell’Aquila. 

Una questione, quella da Ciotti sollevata, assieme ad altri cinque colleghi funzionari, che riguarda anche l’Abruzzo, dove l’Ispettorato ha un ufficio a Pescara. E dove in tanti, come in altre regioni, sono comunque pronti a partecipare al concorso. 

“Ritengo che l’argomento sia degno di essere portato all’attenzione dell’opinione pubblica – spiega ad Abruzzoweb Ciotti -, dal momento che al di là delle legittime aspettative degli idonei, gli organizzatori dovrebbero evidenziare i vantaggi che la procedura comporta per la collettività, e dovrebbero giustificare le spese a carico dell’erario, cioè dei cittadini, per organizzare un nuovo concorso, visto che è più che lecito e anzi, auspicabile, in base a specifici indirizzi politici e a una consolidata giurisprudenza, far scorrere le graduatorie degli idonei a costo zero”.

La diffida, a firma di Ciotti e degli altri funzionari, risultati idonei al concorso pubblico per dirigenti bandito nel 2011, è stata inviata a Salvatore Pruneddu, direttore generale degli affari generali, delle risorse umane del Ministero, e per conoscenza al ministro Teresa Bellanova, e ad altri alti dirigenti ministeriali. Nella diffida si illustrano dettagliatamente le ragioni giuridiche e legislative, per le quali occorre annullare il concorso. Si citano ad esempio le modifiche alla legge 145 del 2018, che prevedono che “al fine di armonizzare i termini di validità delle graduatorie dei concorsi di accesso al pubblico impiego approvate prima del 1° gennaio 2016 con i limiti temporali di cui al comma 362,, è possibile procedere allo scorrimento delle graduatorie approvate dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2015, entro e non oltre il 30 settembre 2020”. E soprattutto si fa leva su una sentenza del Consiglio di Stato, la 114 del 2011 che dispone di “tenere nel massimo rilievo la circostanza che l’ordinamento attuale afferma un generale favore per l’utilizzazione delle graduatorie degli idonei, che recede solo in presenza di speciali discipline di settore o di particolari circostanze di fatto o di ragioni di interesse pubblico prevalenti, che devono, comunque, essere puntualmente enucleate nel provvedimento di indizione del nuovo concorso”.

Nella sentenza, sottolineano poi i ricorrenti, si afferma che “le disposizioni riguardanti i soli termini di efficacia delle graduatorie concorsuali presentano una chiara finalità di contenimento della spesa pubblica, in relazione ai costi derivanti dall’espletamento delle nuove procedure concorsuali”.

E infine che “la decisione di scorrimento, poiché rappresenta un possibile e fisiologico sviluppo della stessa procedura concorsuale, attuativo dei principi costituzionali, non può essere collocata su un piano diverso e contrapposto rispetto alla determinazione di indizione di un nuovo concorso” Gli agguerriti funzionari diffidano dunque il direttore generale ad annullare il  bando di concorso del 9 agosto 2019, o di sospenderlo e rinviarlo “nel caso si ritenga di dover acquisire ulteriori pareri”.

E di procedere piuttosto,  e “senza indugio”, “allo scorrimento della graduatoria per i posti liberi e per quelli che si libereranno entro il 30 settembre 2020”.

“Qui non si mette in dubbio il valore di rilevanza costituzionale che ha il concorso pubblico – chiosa Ciotti -, qui si critica la volontà di procedere nuovamente con un concorso quando esistono delle figure già selezionate in precedenza mediante un concorso pubblico, sulla base del quale è stata ufficializzata insieme ai vincitori, una graduatoria di idonei a cui l’amministrazione ha attinto fino a quando ha ritenuto opportuno. E dopo, cosa é successo? Nostalgia per gli scandali e gli strascichi giudiziari, anche di natura penale, scaturiti dagli ultimi concorsi banditi dal Ministero delle politiche agricole?”.