PESCARA – Si è giunti ormai al termine della campagna elettorale.
Tra poche ore il silenzio elettorale porrà fine ad una propaganda flebile, dove ogni partito sembra aver parlato esclusivamente al proprio elettorato senza sentire il bisogno di portare nelle proprie casse i voti degli indecisi.
Proprio a causa di questa diffusa indecisione il 5 marzo l’Italia può trovarsi senza un netto vincitore.
Tra fascismo e antifascismo, tra europeismo e populismo, la politica ha adottato una tecnica comunicativa nuova: pochi dibattiti televisivi e un numero di comizi in piazza decisamente sotto le aspettative rispetto gli anni passati.
Tutto questo perché la comunicazione politica si è trasformata in base alle esigenze e ai nuovi strumenti a disposizione: milioni di post, svariate dirette e altrettante persone che si sono date battaglia, commento dopo commento,per portare in alto il proprio vessillo.
Proprio per questi motivi, ma non solo, un ruolo chiave per il prossimo 4 marzo lo ricoprono i giovani che, avendo assorbito questi meccanismi nativamente, hanno più possibilità di creare dibattiti costruttivi senza aver bisogno di attaccare o insultare il concorrente.
AbruzzoWeb ha raccolto alcune testimonianze dei giovani pescaresi e, ai nostri taccuini, è parso evidente come questi abbiano le idee molto chiare seppur con opinioni molto differenti.
Claudio Mastrangelo, classe 1996, è il segretario provinciale per la zona di Pescara dei Giovani democratici. Per lui bisogna votare Partito democratico perché ha il miglior programma su walfare, lavoro e ricerca. Nonostante da sempre vicino a Gianni Cuperlo, come tiene a sottolineare, dice che ha accolto con molta sorpresa il programma del Pd in quanto tocca dei punti fondamentali per la vita di un giovane e si pone obiettivi ambiziosi anche laddove in passato è stato commesso qualche errore. “D’altro canto ci troviamo avanti la peggior destra della storia italiana: la destra berlusconiana era popolare mentre quella odierna, di Salvini e Meloni, è sovranista e a tratti reazionaria; così come il M5S”.
Di diverso parere invece è Andrea Giammaruco che dice di non voler votare Pd perché rimasto deluso per il tema economico e di riforma delle istituzioni.
“Il mio voto è ancora incerto. Quello che penso è che manchi una sinistra forte, che sappia dare risposte concrete alla popolazione. Forse voterò Liberi e uguali, ma anche questo è l’ennesimo progetto dei tanti micropartiti di sinistra. Voglio vedere a che punto arriverà e spero che non si autodistrugga subito”. Andrea è sicuro che la sinistra abbia perso il contatto con il popolo ma è altrettanto convinto che questo sia il livello più basso mai raggiunto dalla politica italiana.
Kessy Orifiamma, 20 anni, è la coordinatrice di Forza Italia Giovani per Montesilvano.
Per lei il Movimento 5 stelle si è lanciato in campagna elettorale con promesse campate in aria, iilludendo per l’ennesima volta l’ormai scoraggiato popolo italiano. Poi afferma, con tono un po’ provocatorio, che “il Pd ha perso la sua credibilità. Se desidera fare qualcosa di buono può dare il voto al centrodestra così da sventare il pericolo pentastellato”.
“Il perché votare Forza Italia è semplice – aggiunge la coordinatrice dei giovani azzurri – il nostro obiettivo è eliminare la clandestinità e far sentire più sicure le famiglieanche mediante il poliziotto di quartiere. A livello economico vogliamo estendere la NoTax Area fino ai 12.000 euro per poi far pagare un’imposta fissa del 23%. Lottiamo per far sì che le nuove imprese non vengano sopraffatte da uno stato invadente”.
Emanuele Moncalieri, spoltorese, è invece un attivista del Movimento 5 stelle. Per lui il voto ai Cinque stelle è un voto per il popolo, votando un programma scritto dai cittadini per i cittadini e facendo parte attivamente della vita politica, attraverso la piattaforma Rosseau che Emanuele ritiene “uno strumento di democrazia diretta”.
Sul perché i giovani dovrebbero votare M5S afferma che “è l’unico movimento in grado di ridare fiducia nelle istituzioni ai giovani italiani, la stessa che avevo perso anche io prima di entrare nel gruppo vedendo un Paese spremere le famiglie fino all’ultimo centesimo. Siamo gli unici che concedono strumenti immediati per interagire con la politica fin da subito”.
Lo scorso anno, nello speciale di AbruzzoWeb sui giovani, si era scritto: “Questo è il punto di vista di alcuni giovani. Gli stessi a cui molte volte non viene dato peso. Gli stessi a cui non viene data la fiducia che meritano. Gli stessi che potrebbero risollevare il destino del nostro paese. Questi sono i nuovi figli dell’Italia e che l’Italia non ha mai considerato come doveva”.
Se non si sente più il bisogno di pensare ai giovani come “bamboccioni” il merito è loro: il futuro del Paese è preparato, pronto, con idee chiare e argomentazioni di cui non bastano le poche righe ciascuno.
Ognuno si sta costruendo il proprio domani già in questo momento. Molti lavorano sodo per spianare la strada a uno Stato migliore: ognuno con le proprie idee e i propri contrasti.
La voglia di fare di molti di loro sarà la salvezza di quest’Italia.



