ROMA – Per accedere alla procedura di regolarizzazione un datore di lavoro deve avere un reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, di almeno 30mila euro annui.

E’ quanto spiegato nelle “Faq” messe sul sito del ministero dell’Interno.

In caso di emersione di un lavoratore straniero addetto all’assistenza alla persona o al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, il reddito imponibile del datore di lavoro, persona fisica, non può essere inferiore a 30mila euro annui.

Nel caso in cui il datore di lavoro non raggiunga autonomamente la soglia di reddito, questo potrà essere integrato dal reddito percepito da un altro soggetto del nucleo familiare.

Per regolarizzare le badanti non occorre invece dimostrare il possesso di un reddito ma solo esibire, al momento della convocazione presso lo Sportello Unico, il certificato medico dal quale risulti la limitazione dell’autosufficienza dovuta a patologie o handicap.

Il versamento di un contributo forfettario di 500 euro per ciascun lavoratore deve essere effettuato dal datore prima della presentazione della domanda.

Nel caso di dichiarazione di sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare al contributo di 500 euro da pagarsi prima della presentazione della domanda, deve aggiungersi il pagamento delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale.

L’importo verrà fissato da un decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ad oggi non ancora adottato.

Il versamento può essere fatto anche dopo la presentazione della domanda, ma prima della convocazione delle parti presso lo Sportello unico per l’immigrazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno.

Al momento della convocazione, le ricevute di entrambi i pagamenti dovranno essere esibite dal datore di lavoro.