PESCARA – Due migranti ogni mille abitanti nei Comuni abruzzesi.
Questa la richiesta dell’Anci al tavolo riunito in Regione dall’assessore Marinella Sclocco al quale hanno preso parte i rappresentanti delle associazioni di volontariato e vari amministratori locali, per la distribuzione dei profughi sul territorio in vista della predisposizione dei nuovi bandi delle prefetture per l’individuazione delle strutture di accoglienza per il 2016.
L’Abruzzo si doterà presto di un protocollo, sulla falsa riga di quelli stipulati in altre Regioni, sottoscritto insieme alle prefetture e all’Associazione dei Comuni, con impegni reciproci per i quali ciascun attore svolge la propria parte nel sistema di accoglienza, e che renderà permanente il tavolo interistituzionale.
Il presidente dell’Anci e sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, aveva incontrato martedì il prefetto di Chieti per chiedere una equa distribuzione sul territorio dei profughi.
“La mia preoccupazione è quella di avere il coinvolgimento degli enti locali nelle scelte che si assumono – dice ad AbruzzoWeb – i sindaci non si devono vedere i migranti calati sul territorio senza che questo venga quantomeno definito in anticipo”.
“Il quadro abruzzese – aggiunge – è monitorato con attenzione sia da parte delle prefetture che della Regione, che secondo una direttiva del governo deve accogliere poco più del 2% degli immigrati che approdano in Italia”.
“Deve passare il concetto – spiega l’assessore regionale alle Politiche sociali Sclocco – che da solo nessuno riesce a fare niente, ma è indispensabile coordinarsi”.
Anche perchè, come conferma la Sclocco, quella dell’immigrazione “non è più un’emergenza ma un fenomeno strutturale”.
“Infatti – aggiunge Lapenna – è diminuito il flusso in entrata in Italia, dopo l’apertura di nuove rotte verso l’Europa”.
“Le Regioni hanno il gravoso compito dell’assistenza sanitaria, chiunque arrivi sul territorio nazionale è sottoposto ad un check up e viene preso in carico dal sistema pubblico, il Settore Sociale della Regione – aggiunge – si occupa poi anche dell’inserimento attraverso l’istruzione”.
A proposito di quest’ultimo aspetto, l’assessore sottolinea l’importanza di formare anche i gestori degli Sprar, i centri del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, dove c’è bisogno di educatori, psicologi, e comunque di figure professionali ad hoc.
Circa duemila, ad oggi, gli immigrati ospitati in Abruzzo.






