L’AQUILA – Sono 2.942 i migranti arrivati fino ad oggi in Abruzzo, suddivisi nelle diverse strutture delle 4 province.
Secondo i dati delle 4 prefetture, è il Teramano ad accoglierne il maggior numero con 781 unità, segue Chieti dove fino ad oggi ne sono arrivati 747. La strutture aquilane ne ospitano invece 721, mentre quelle pescaresi 693.
Un’emergenza di profughi che non si arresta e che riguarda tutto il Paese, toccando anche l’Abruzzo, tanto che la prefettura dell’Aquila in questi mesi ha dovuto provvedere a 3 affidamenti emergenziali a strutture idonee per collocare altri 20 migranti, in attesa della chiusura dell’ultimo bando.
Nessun affidamento emergenziale per il momento nelle altre province, dove i migranti finora sono stati tutti ricoverati nelle strutture delle associazioni vincitrici dei bandi di volta in volta indetti, ma si attende l’ondata in arrivo a settembre verso l’Italia.
Per far fronte all’allarme in Abruzzo e per rispondere alla richiesta del ministero di reperire nuovi spazi, la caserma Rossi dell’Aquila e la Battisti di Sulmona sono state individuate per ospitare un unico centro di accoglienza regionale.
Per quanto riguarda la caserma Rossi l’ipotesi “manca di concretezza – afferma il vice prefetto vicario dell’Aquila Giuseppe Guetta – La Rossi è stata presa in considerazione, certo, ma si è solo ventilata l’ipotesi anche per la caserma di Sulmona”.
“Si tratta di decisioni che vanno prese di concerto tra il ministero della Difesa, quello dell’Interno e le amministrazioni locali – aggiunge – Per la caserma Rossi ad esempio, bisognerebbe trovare le risorse e fare lavori di ristrutturazione. In ogni caso le decisioni saranno condivise con le amministrazioni locali”.
Un’idea che non è piaciuta affatto nel capoluogo, soprattutto alle forze di opposizione in Consiglio comunale.
Anche lo stesso sindaco, Massimo Cialente, nei giorni scorsi ha rimarcato la sua contrarietà ricordando che la struttura dovrà ospitare un campus scolastico.
Al Viminale si fanno i conti degli ultimi arrivi: oltre 13 mila i migranti soccorsi negli ultimi giorni.
L’Italia, prima meta delle rotte migratorie, sola e in prima linea nell’emergenza sbarchi e per questo in forte attrito con l’Europa, rischia infatti il collasso del sistema di accoglienza: oggi in tutto il Paese sono infatti oltre 145 mila i migranti accolti.
In Abruzzo sono 71 le strutture che ospitano migranti, gestite dalle associazioni e dalle onlus che hanno risposto ai bandi delle varie prefetture: 20 nella provincia dell’Aquila, 21 quelle del Teramano, 9 nella provincia di pescara e 21 in quella di Chieti.
Al problema dell’emergenza, in Italia come in Abruzzo, si somma poi quello non di minore importanza delle revoche delle misure di accoglienza per comportamenti scorretti, quasi sempre per il mancato rispetto delle regole vigenti nei centri di accoglienza.
A Pescara il più alto numero di migranti allontanati con 321 unità tra revoche e allontanamenti, seguono Chieti con 232 e Teramo con 110. All’Aquila sono state invece 19 le revoche su 33 richiami per comportamenti scorretti.
Resta ancora aperta a livello nazionale la questione delle richieste di asilo politico.
Quelle negate, infatti, si tramutano quasi sempre in ricorsi che intasano i tribunali, ingolfati da oltre tremila ricorsi al mese.
A tal proposito è al vaglio del dipartimento per gli affari giuridici e amministrativi (Dagl) del Consiglio dei ministri, un disegno di legge del ministro della Giustizia Andrea Orlando che riforma la legge sul diritto d’asilo con l’annullamento del grado d’appello per chi ha ricevuto un diniego dell’asilo in primo grado.






