L’AQUILA- Divampa la polemica poli sull’ipotesi  di arrivo a Carapelle Calvisio, in provincia dell’Aquila, dove vivono 84 persone, di oltre cento migranti, peraltro in piena emergenza covid-19, per il periodo di sorveglianza sanitaria, la cosiddetta quarantena. 

La Lega ieri per voce non solo del coordinatore regionale e deputato e coordinatore della Lega Abruzzo Luigi D’Eramo, e del deputato Giuseppe Bellachioma, ma anche del leader nazionale Matteo Salvini urlano allo scandalo e alla ”follia” e paventando la sostituzione etnica, e rischi sanitari enormi per la piccola comunità.

Oggi si registra la dura la reazione del Partito democratico dell’Aquila, che evidenzia che nel caso i migranti saranno ospitati sono temporaneamente, senza poter uscire, e poi “saranno ridestinati altrove secondo gli accordi internazionali”.   Dunque non si può centro paralre di sostituzione etnica. E soprattutto rivelano che – la struttura di Carapelle Calvisio è stata individuata dal Dipartimento Lavoro e Sociale della Regione Abruzzo, che fa capo all’assessore della Lega Piero Fioretti, parlando di clamoroso autogol di D’Eramo. 

Ma Fioretti smentisce categoricamente e accusa il Pd di mistificare la realtà.

“La vicenda migranti emergenza Covid Carapelle nasce su iniziativa del Soggetto Attuatore (Governo- PD) nominato dal Capo Dipartimento Nazionale di Protezione Civile (Governo – PD) a sua volta riferimento del Presidente del Consiglio (Governo – PD) e del Ministero degli Interni (Governo – PD), attraverso la Prefettura di L’Aquila (istituzione tecnica del governo nazionale) che, con nota del 22/4/2020, attiva un percorso volto ad una procedura negoziale della stessa Prefettura, chiedendo informazioni al Presidente della Regione (nella sua qualità di responsabile di Protezione Civile) e alla Asl 1 Aq-Avezzano-Sulmona (chissà perché solo questa! ) per competenza sanitaria”. 

Ieri la Caritas Diocesana di Pescara, che dovrebbe mettere a disposizione la struttura per voce del direttore, don Marco Pagniello afferma di “non saperne nulla”, e di “non aver ricevuto nessuna comunicazione ufficiale” e invita i leghisti a “verificare le notizie”, anche perchè nel caso non saranno certo cento i migranti.  

D’eramo aveva ieri pomeriggio rivelato: “Uno dei più piccoli e tranquilli comuni d’Italia”, Carapelle Calvisio, in provincia dell’Aquila, dove vivono 84 persone, “sta per essere letteralmente invaso dall’arrivo di oltre cento migranti, peraltro in piena emergenza covid-19, per il periodo di sorveglianza sanitaria, la cosiddetta quarantena. Una circostanza intollerabile che la Lega combatterà con tutte le sue forze, in ogni sede”.

Il caso ha subito destato particolare clamore in Abruzzo accendendo il dibattito a livello nazionale partendo dalla denuncia dei deputati abruzzesi D’Eramo e Giuseppe Bellachioma ed è stato l’occasione per tornare ad affrontare il tema dell’immigrazione con un nuovo attacco al governo del leader della Lega Matteo Salvini che ha parlato di “follia”: “Il governo non manda aiuti e risposte ai cittadini, ma in compenso è pronto a spedire un centinaio di immigrati in un paese di circa 80 anime. Conte, Pd, 5Stelle sono veloci a mandare a casa i boss e a spalancare i porti ai clandestini”. 

Il sindaco di Carapelle Calvisio, Domenico Di Cesare, da anni primo cittadino di un piccolo comune dell’Aquilano, ha annunciato che incontrerà i vertici della Lega: in particolare, il vice segretario, Andrea Crippa, e Luigi D’Eramo; ma intanto, si è mosso scrivendo una lettera al governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, alla Asl dell’Aquila, all’assessore regionale Fioretti, della Lega, dopo essere venuto a conoscenza “della richiesta della Prefettura che ha come oggetto il reperimento di strutture da adibire all’accoglienza dei migranti per il periodo della sorveglianza sanitaria e che chiede alla Regione di verificare la idoneità sotto l’aspetto sanitario a garantire le previste misure di sicurezza”.

Secondo quanto riferito da D’Eramo, i migranti “stanno per essere ospitati, in una struttura messa a disposizione dalla ‘Caritas dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne Onlus’, oltre cento migranti per il periodo di sorveglianza sanitaria”. 

“Paradossalmente non ha a disposizione nemmeno un’unità di Polizia municipale, in questo contesto sta per avvenire un aumento di popolazione di oltre il 110%, un caso unico a livello italiano che determinerebbe una situazione insostenibile sotto ogni punto di vita. Si cancellerebbe in un colpo solo l’identità di una comunità, si stravolgerebbe una quotidianità secolare, si minerebbero tranquillità e sicurezza, con possibili, quasi certe, gravi ripercussioni. La vicenda conferma la scellerata politica adottata da questo governo in tema di accoglienza: basti vedere l’aumento esponenziale degli sbarchi e l’assurdo progetto di regolarizzazione di massa”.

Per D’Eramo, poi, sussistono anche rischi legati all’epidemia Covid-19: “Si sperimenta, in modo assurdo, in una popolazione vergine, la possibilità di un contagio. Oggi il paese è esente da casi. Il primo ospedale disponibile è quello dell’Aquila, a trenta chilometri. È assolutamente incomprensibile il motivo per cui una simile situazione debba essere oggetto di una sorta di esperimento sulla pelle degli anziani”.

“Noi non resteremo con le mani in mano. Siamo pronti a fare della vicenda un caso nazionale, opponendoci in tutti i modi all’assurdità di un modello che non si preoccupa di distruggere uno dei borghi più belli e preziosi d’Italia, calpestando una comunità silente, operosa e tranquilla con un innesto forzoso e pericoloso”.

Per D’Eramo e Bellachioma, “Un Governo che ritiene più importante regolarizzare 600mila immigrati in Italia invece di aiutare imprese e famiglie a rialzarsi in piedi significa che è allo sbando  totale”.

“Dopo gli ottimi risultati ottenuti sul fronte immigrazione da Matteo Salvini, come ministro dell’Interno, con l’esecutivo Pd-5S-Iv-Leu gli sbarchi di clandestini sulle nostre coste sono aumentati del 400%. In tutto questo, lo scenario economico-finanziario e sociale italiano è catastrofico;mai come ora il Paese ha bisogno di un governo capace di ridare ossigeno al proprio tessuto produttivo, ai lavoratori e alle famiglie. Un esecutivo che  pensa alle maxisanatorie può solo peggiorare ulteriormente la situazione”, concludono D’Eramo e Bellachioma. 

Il primo cittadino intanto fa sapere che, “come responsabile della salute dei miei concittadini ho spiegato alla Regione che il Comune non è a conoscenza della volontà di trasferire migranti, ed ho chiesto spiegazioni sottolineando che non abbiamo una situazione adeguata per la sorveglianza sanitaria”. 

Di Cesare chiarisce che la struttura è di proprietà della parrocchia Sacro cuore di Pescara “che in passato è stata utilizzata per accogliere gruppi cattolici, boy scout e famiglie per la estate”. 

“Sono già tre o quattro anni che la Diocesi di Pescara cerca di guadagnare con questa struttura – spiega ancora il sindaco -.Ma si fanno le cose senza pensare e senza condividere, se mi avessero chiesto avrei detto che non ho neppure un vigile urbano e che ad esempio nella struttura non c’è neppure una recinzione per contenere i migranti che potrebbero e finire nel centro storico danneggiato e quindi pericoloso”. 

Altrettanto dura la replica del Partito democratico.

“Assente su tutti i temi importanti che riguardano il nostro territorio, l’On D’Eramo ritira fuori un armamentario di odio, con il caso migranti a Carapelle Calvisio, nell’esclusivo interesse di ridare un poco di luce alla sua offuscata immagine pubblica. Però commette uno dei più classici autogol poiché la struttura di Carapelle Calvisio è stata individuata dal Dipartimento Lavoro e Sociale della Regione Abruzzo, che fa capo all’assessore della Lega Fioretti, lo stesso che ha reso ultima la nostra Regione per il pagamento della Cassa Integrazione, lo stesso che ha privato 233 studenti dell’Università dell’Aquila della possibilità di avere borse di studio”. 

Il Pd spiega poi che  a Prefettura dell’Aquila, ricevuta l’indicazione dalla Regione, ha rimesso la questione alla Asl 1 perché ne verifichi l’idoneità sanitaria e le misure di sorveglianza. Quindi ASL1 e Regione, non il Governo, dovranno esprimersi nel merito.   Tuttavia qualora fosse, i migranti verranno ospitati nella struttura in numero proporzionato alla popolazione residente, sconteranno un periodo di quarantena senza poter lasciare la struttura e poi, sotto il controllo delle autorità italiane, saranno ridestinati altrove secondo gli accordi internazionali. 

Abbiamo sempre detto quale politica bisogna seguire per i nostri centri montani (ambiente, turismo, agricoltura di qualità, servizi) e oggi essa diventa ancor più perseguibile proprio per l’effetto della pandemia che irrimediabilmente allontanerà le persone dai luoghi di maggiore afflusso. Invero tale politica di protezione ambientale è stata sempre avversata dalla destra, come oggi fa in modo confuso e distorsivo con i migranti.”

Da parte sua il direttore della Caritas Diocesana di Pescara, don Marco Pagniello, afferma che “noi non sappiamo niente, non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale. Abbiamo saputo dalla stampa e dalla politica di una fantomatica lettera della Prefettura dell’Aquila in cui si chiede alla Asl di verificare le condizioni igienico sanitarie della struttura, ma non sappiamo assolutamente nulla”. 

Alla politica il direttore dice che “le cose andrebbero prima verificate” e che “non si può giocare sulla pelle della gente né dei residenti né dei migranti. All’inizio dell’emergenza coronavirus, spiega don Marco, “siamo stati sollecitati dalle istituzioni, tra cui Prefettura di Pescara e Regione Abruzzo, a individuare strutture per eventuali emergenze, dai pazienti Covid-19 dimessi dagli ospedali alle donne vittime di violenza e fino ai migranti”.

“Su Pescara – aggiunge – non abbiamo più strutture, l’unica disponibile era quella di Carapelle Calvisio. Non si è mai parlato di cento persone. Peraltro il nostro interlocutore è stato la Prefettura di Pescara, mentre in questo caso è competente quella aquilana. Dopo quella ricognizione, prosegue il direttore della Caritas, “non abbiamo saputo più niente. La struttura è a disposizione, ma vogliamo sapere chi ci va e secondo quali procedure. Noi siamo per l’accoglienza, ma non vogliamo problemi con la comunità locale. Deve esserci condivisione, elemento fondamentale per favorire l’integrazione”.

Infine la replica al Pd di Fioretti.

 “Il Pd abruzzese e, nell’odierno caso specifico, quello Aquilano evidenzia ancora una volta la propria azione a danno dei cittadini dell’Abruzzo, cercando di attribuire responsabilità tutte proprie addirittura alla Lega e ai suoi rappresentanti. La malafede e la mistificazione fanno da padrone, non essendo credibile che il PD abruzzese abbia serie difficoltà a comprendere competenze, percorsi ed azioni che coinvolgono la politica e le istituzioni”. 

“Il teatrino mediatico messo in campo da questi fantomatici rappresentanti politici ormai non stupisce, anzi rende più agevole smascherare la palese falsità e dannosità delle azioni politiche del Pd, dandomi la possibilità di colmare con la verità dei fatti e dei documenti l’azione sempre scellerata degli avversari politici – incalza Fioretti -. Per i fatti citati nella nota diffusa in mattinata e relativa alla vicenda dei migranti, che potrebbero arrivare nel piccolissimo Comune di Carapelle Calvisio, e per il minestrone di sciocchezze diffuso da questo partito ormai nullo, specifico con la chiarezza dei fatti e degli accadimenti. La vicenda migranti emergenza Covid Carapelle nasce su iniziativa del Soggetto Attuatore (Governo- PD) nominato dal Capo Dipartimento Nazionale di Protezione Civile (Governo – PD) a sua volta riferimento del Presidente del Consiglio (Governo – PD) e del Ministero degli Interni (Governo – PD), attraverso la Prefettura di L’Aquila (istituzione tecnica del governo nazionale) che, con nota del 22/4/2020, attiva un percorso volto ad una procedura negoziale della stessa Prefettura, chiedendo informazioni al Presidente della Regione (nella sua qualità di responsabile di Protezione Civile) e alla Asl 1 Aq-Avezzano-Sulmona (chissà perché solo questa! ) per competenza sanitaria”. 

“Il Presidente della Regione, come di dovere, per ottemperare alla richiesta di informazioni coinvolge i settori competenti, Sanità e Sociale – prosegue Fioretti -. Il Servizio Programmazione Sociale della Regione Abruzzo, quale atto dovuto, diffonde nella stessa giornata (a seguito di formale richiesta) la nota della Prefettura di L’Aquila ai partners degli interventi Fami a favore degli immigrati di tutto il territorio regionale. A seguito della detta comunicazione, il servizio sociale riceve un’unica mail di disponibilità (rimasta unica fino al 27.04.2020! ) da parte di un responsabile Caritas e provvede ad inoltrare la mail ricevuta, quale semplice passa carte obbligato, alla Prefettura. Le suddette azioni da parte dei competenti servizi regionali sono e rimangono, malgrado le note posizioni dell’assessore di riferimento, atti dovuti ed ineludibili, seppur contrari alle idee ed alle posizioni della Lega e dell’assessore Fioretti in primis, rispetto alle continue azioni di questo deleterio e dannoso governo Pd-M5s”. 

“Nella speranza di aver colto l’obiettivo, che verrà maggiormente esplicato nella imminente conferenza stampa, ove verranno smascherate tutte le azioni e le false informazioni diffuse in questi giorni, a danno soprattutto dei cittadini abruzzesi, dalla cassa integrazione alle Borse di studio nonché ai migranti. Esprimo la mia personale vicinanza al Sindaco Domenico Di Cesare ed a tutti gli abitanti di Carapelle Calvisio, potenziali ulteriori vittime di questo scellerato Pd”, conclude Fioretti.