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L’AQUILA – Mentre molti commercianti e artigiani scelgono di abbandonare L’Aquila, chiudendo attività e botteghe, c’è chi nel capoluogo ci arriva con l’intento di restare.

In controtendenza rispetto all’esodo di tanti esercenti, esasperati dall’immobilismo della ricostruzione e da un’economia che stenta a ripartire, Michele Biallo, imprenditore grafico di origini baresi con una passione per l’araldica che gli ha fatto conquistare la fiducia di alcune case reali, crede “fermamente nel futuro dell’Aquila” e sceglie di aprire una tipolitografia e stamperia digitale, in via Tradardi, una traversa di viale Corrado IV.

“Questa città può solo migliorare, perché in questo momento è completamente a terra e quando si rialzerà, senza ‘se’, io voglio essere qui”, dice Biallo, che annuncia per domani, sabato, a partire dalle 18, l’inaugurazione della sua ‘Miniprint immagine e comunicazione’.

Una scelta coraggiosa la sua.

Ho sempre adorato L’Aquila, la amavo prima del sisma e a maggior ragione adesso, con tutte le sue ferite. I motivi di questo attaccamento sono diversi: è una città signorile, come lo è la sua gente, un popolo stupendo e coraggioso.

L’economia dell’Aquila è a terra, i cantieri sono fermi e migliaia di lavoratori sono in cassa integrazione. Questo lo scenario.

Conosco perfettamente le condizioni della città, ma sono sicuro che presto diventerà il più grande cantiere d’Europa e l’economia inizierà a girare. La possibilità di fare qualcosa di buono c’è ancora, ne sono certo. L’Aquila, partendo da zero, può avere solo uno sviluppo in positivo.

È uno dei pochi fortunati che ha fatto della sua passione, l’araldica, un mestiere.

Sono esperto di araldica, è vero, e grazie al mio lavoro ho avuto modo di ridisegnare un migliaio di stemmi nobiliari che col tempo erano rovinati o parzialmente illegibili. Abbiamo lavorato per una quarantina di ordini cavallereschi nel mondo, inoltre, serviamo molte case reali come quella del Rwanda e quella di Birmania, Portogallo e Spagna. Mi sono sempre dedicato alla stampa di pregio che è la mia prima passione.

Una passione che richiede maestria, precisione e pazienza.

Un lavoro certosino e di pregio e una passione che mi ha fatto diventare fornitore della Zecca dello Stato, una tra le più grandi tipografie al mondo. Comunque il nostro lavoro non si ferma certo qui e spazia dalle grandi forniture al piccolo biglietto da visita. I nostri servizi vanno dalla stampa a secco, alla stampa digitale da produzione, dalla stampa a rilievo a quella off set, fino ad arrivare alla stampa tipografica per la quale abbiamo un’esperienza notevole.

La sua attività è stata peregrinante in varie parti d’Italia, prima di approdare definitivamente all’Aquila.

Ho lavorato a Pescara, Napoli e Isernia. Avevo ideato di trasferire l’attività all’Aquila molto prima del sisma, una scelta che poi è slittata causa forza maggiore.

Il suo lavoro ha risentito della crisi?

Certo, il mio lavoro non è esente da questo momento grave. Abbiamo iniziato nel 1991 a Castel di Sangro ed eravamo solo in due, poi l’attività si è ingrandita, per restringersi di nuovo in questo momento di crisi, ma siamo fiduciosi e ripartiamo da qui, dall’Aquila. Cerchiamo di risalire e crescere insieme alla città.