LANCIANO – Uno spavento enorme, qualcosa che nella vita non puoi dimenticare.
Cominciamo dal sollievo di Francesco Calauti, originario della Calabria e sposato con una ragazza di Lanciano (Chieti), uno degli uomini dello staff del presidente della Commissione bilancio del Consiglio regionale d’Abruzzo Emilio Nasuti. Sua mamma Rita Angela Caparra, miracolosamente scampata a un attacco terroristico, 30 le vittime, al centro commerciale Westgate di Nairobi, in Kenya, Paese dove la Caparra presta servizio come missionaria della Consolata.
Un sollievo che però ancora risente di corde tesissime, a poche ore da un episodio tremendo che lo stesso Calauti racconta ad AbruzzoWeb dopo dopo aver saputo che sta bene e che è viva e vegeta.
“Mamma è salva ed è questo ciò che conta – dice Calauti – ma lo spavento è stato grandissimo. Si trovava in questo centro commerciale di Nairobi al momento dell’assalto, in una zona considerata sicura per gli standard della capitale kenyota. Quando è scoppiato il caos era al secondo piano ma è riuscita a trovare rifugio nei camerini di un negozio di abbigliamento più in alto, riuscendo a pubblicare un paio di foto e un messaggio su Facebook, e a chiamare al telefono suo cugino, il giornalista Rai Enzo Romeo. Non voleva mettere in allarme il resto della famiglia. Il telefono le si è scaricato subito e per questo non abbiamo parlato a voce, sono stati i servizi italiani a informarci su quanto stava accadendo. La polizia è entrata e ha bonificato l’area, lei è uscita dopo ore in ostaggio intorno alle cinque del pomeriggio e ha parlato brevemente con mio fratello”.
“Qualche scontro c’è stato anche ai piani alti, anche dove mamma si era nascosta – continua il racconto di Calauti – ma la battaglia più cruenta è andata in scena ai piani di sotto. Degli ostaggi sono stati giustiziati, a mia madre è andata bene, ma, credetemi, è impossibile descrivere a parole la paura che si prova sapendo che hai un genitore tenuto in ostaggio dai terroristi asserragliati in un centro commerciale che sembra essere tranquillo e senza pericoli”.
Calauti spera di poter riabbracciare la mamma al più presto, ma è una speranza su cui pesa una certezza: “So che rientrerà a dicembre, quando sarà conclusa anche questa missione. Non tornerà per riposarsi, o per riprendere fiato e cercare di mettere da parte quanto accaduto. Andò in missione per la prima volta a pochissimi giorni di distanza dalla morte di sua mamma, mia nonna. Partita con il lutto nel cuore, quando è tornata era più convinta di prima e più forte di quando era andata via”.
“Sono convinto che resterà lì a fare ciò che ama: aiutare gli altri”, conclude Calauti.
(ha collaborato Pierluigi Biondi)




