L’AQUILA – “Martedì 15 giugno, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, presso la Piazza della Villa Comunale dell’Aquila, davanti al Palazzo dell’Emiciclo, il Mia Casa terrà una “manifestazione di richiamo Istituzionale” nei confronti del Consiglio regionale, per un maggiore, più concreto e forte impegno, per l’avvio effettivo dei lavori relativi alla riparazione, ricostruzione e messe in sicurezza antisismica della Edilizia Residenziale Pubblica Regionale e Comunale”.

A comunicarlo l’ex parlamentare Pio Rapagnà, presidente dell’associazione Mia Casa d’Abruzzo. Nel corso dell’incontro verrà affrontato il problema della “ricostruzione leggera” e fatto il punto sulla situazione degli alloggi A, B e C, affidata all’Ater dell’Aquila e della “ricostruzione pesante” degli edifici E, che il Commissario delegato Gianni Chiodi ha assegnato al Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche per il Lazio, Abruzzo e Sardegna.

“Il Mia Casa, a 14 mesi dal terremoto, non può fare altro che protestare con ancora più forza – afferma Rapagnà – per la completa abdicazione del Consiglio regionale nei confronti della Edilizia Residenziale Pubblica di sua specifica competenza, non solo rispetto alla riparazione e ricostruzione, ma anche per la messa in sicurezza antisismica.

“Appositi studi e rilevazioni commissionati dalla stessa Regione Abruzzo hanno evidenziato che circa il 60% del patrimonio abitativo pubblico, realizzato in zone ad alto rischio sismico, non è stato costruito con i criteri antisimici che, nella circostanza acclarata, sarebbero stati necessari applicare.

Il Mia Casa – continua Rapagnà – è certamente consapevole dell’incertezza in atto e della difficoltà di previsioni sismiche, ciò nonostante non può evitare di lanciare un forte appello alle Istituzioni regionali ed alle Autorità responsabili della prevenzione e della sicurezza pubblica: che cosa accadrebbe se si verificasse un altro evento sismico anche di minore intensità, sia dentro che fuori dal cratere? 

Le Istituzioni competenti, sono consapevoli del fatto che, nel merito della necessaria “messa in sicurezza antisismica”, dopo 14 mesi non è stato fatto assolutamente nulla, neanche dalla Protezione Civile e dalla Regione Abruzzo?

Il Cipe, in attuazione dell’ordinanza n. 3803 del 15 agosto 2009, ha trasferito a disposizione del Commissario delegato e Presidente della Regione, 107 milioni di euro per gli interventi da effettuarsi sugli immobili di proprietà dell’Ater e 43 milioni di euro per gli interventi da porre in essere sugli immobili di proprietà del Comune dell’Aquila: il Consiglio regionale  – conclude Rapagnà – non può non porsi la domanda del perchè e del come mai, dopo tanti mesi, neanche un euro è stato ancora effettivamente richiesto ed “utilizzato” e nessuno dei cantieri è stato ancora aperto.