L’AQUILA – “Signor Presidente, per tutto quello che è accaduto in Abruzzo dal luglio 2008 io, purtroppo, mi vergogno ancora di fronte agli abruzzesi”.

Così recita la lettere che il Vice presidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico, ha inviato al Presidente della Regione, Gianni Chiodi, , a seguito di quanto accaduto nella seduta del Consiglio Regionale odierno sulle sue dichiarazioni.

“Lei quest’oggi ha dichiarato che non si vergogna, nemmeno per le cose che stanno accadendo in questi giorni – gli scrive D’Amico –  e sostiene che  in Abruzzo tutto va benissimo. Questo  modo di porsi  è ciò che fa  la differenza tra noi”.

“Presidente personalmente io le chiedo di considerare che dietro le nostre storie ci sono famiglie intere che hanno sofferto molto per quella vergogna di cui noi ci sentiamo responsabili” – prosegue la lettera.

“E’ legittimo che lei  tenga  in continuità le politiche di risanamento – scrive il vice presidente – ma non che abbia la supponenza di pensare di averle inventate lei da solo. Gli atti dicono la verità, perciò le sue affermazioni  ledono la nostra dignità. I 101 milioni di buco non ci sono, come risulta ancora  dal rendiconto 2008 approvato nell’ultimo Consiglio regionale”.

“Mi scuso per la veemenza di oggi, non è nel mio costume – conclude D’Amico nella lettera a Chiodi – ma le ripeto ancora che io mi vergogno, eppure le ho lasciato, da assessore al bilancio, conti di gran lunga migliori di quelli che ho trovato: l’avviso di garanzia ricevuto nel 2008 è stato archiviato dal pm e sono stato ancora eletto primo, nel mio collegio, per il  Partito Democratico  il 15 dicembre 2008”.