L’AQUILA – Potrebbe arrivare di qui a una settimana la decisione del Tribunale amministrativo regionale dell’Aquila sulla spinosa vicenda della metropolitana di superficie, la tramvia leggera da circa 30 milioni di euro varata oltre 15 anni fa e mai portata a compimento.

Dopo l’ultima udienza di mercoledì scorso, infatti, il giudice amministrativo è andato a decisione e nei prossimi giorni farà conoscere alle parti il proprio verdetto sulla maxi richiesta di risarcimento da 28 milioni di euro dell’imprenditore aquilano Eliseo Iannini.

Quest’ultimo ha infatti da tempo impugnato la decisione di annullare la commessa da parte della Giunta comunale di centrosinistra, avvenuta nel gennaio 2009 in seguito a un verdetto della Corte di giustizia europea.

La sentenza, tuttavia, potrebbe anche slittare qualora il Tar accolga l’istanza dell’avvocato della Cgrt, Massimo Manieri, che ha chiesto di rimettere la causa in istruttoria e di nominare un consulente tecnico d’ufficio (Ctu) per valutare esattamente il danno da risarcire.

Manieri ha anche chiesto l’acquisizione agli atti di causa del parere di uno dei due consulenti del Comune, Vincenzo Cerulli Irelli, che nell’ambito della complessa opera di tentativo di transazione ha ritenuto congrua una stima di 8 milioni come somma da pagare alla Cgrt da parte del Comune.

L’altro consulente è l’ex provveditore interregionale alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna Donato Carlea, che nei suoi conteggi propone poco più di 5 milioni per chiudere.

Sulla base di queste valutazioni, tra le parti ballano circa 1,5 milioni: secondo quanto si è appreso, l’ente ha messo sul tavolo 6 milioni, la Cgrt non scende sotto circa 7,5.

L’amministrazione, rappresentata dal dirigente dell’Avvocatura Domenico De Nardis, nell’udienza si è opposta all’acquisizione del parere di Cerulli Irelli, chiedendo di valutare la causa sulla base degli elementi emersi nel dibattimento, che va avanti da tempo.

Secondo quanto si è appreso, inoltre, De Nardis, ha eccepito la competenza del Tar sul giudizio, essendo pendente in Corte d’Appello un’altra causa penale.

A dispetto di queste schermaglie in aula, comunque, secondo quanto trapela la trattativa per chiudere la transazione va avanti e le differenze di vedute non hanno rotto i rapporti. Alberto Orsini