L’AQUILA – “Con una mozione in Consiglio comunale io e altri consiglieri inviteremo l’amministrazione e il sindaco dell’Aquila a fare un’indagine molto approfondita per verificare se il 40% delle opere della metropolitana di superficie sia stato finanziato dal privato Cgrt a fronte del 60% di fondi pubblici trasferito. Ci aspettiamo che vengano fuori bonifici e fatture perché abbiamo qualche dubbio”.
Lo annuncia ai microfoni di AbruzzoWeb il consigliere di Sinistra ecologia libertà Giustino Masciocco, anticipando una “fase 2” della vicenda metropolitana, opera pubblica mai nata del valore di 30 milioni di euro, che nei primi anni Duemila era stata affidata alla società Cgrt dell’imprenditore aquilano Eliseo Iannini e poi annullata dall’attuale Giunta, suscitando un contenzioso.
Masciocco, storicamente critico sulla questione, prende posizione dopo la vittoria dell’amministrazione al Tar, che ha bocciato il ricorso Cgrt per l’annullamento delle delibere che nel 2009 hanno decretato la sospensione dei lavori e per il riconoscimento di un congruo risarcimento danni.
Le vicende giudiziarie, tuttavia, sono ben lungi dall’essere finite. E che venga appellata o meno questa sentenza, comunque in futuro ci saranno almeno tre differenti filoni tra giustizia amministrativa, civile e penale.
“Non poteva che finire così, per chi conosce le carte, era una conclusione logica. Sono contento che altri ora abbiano frenato e non ci sia più tutta quella fretta a chiudere la transazione”, spiega Masciocco.
Ad annunciare una “verifica puntigliosa” delle spese sostenute da Cgrt è anche il vice sindaco del capoluogo, Nicola Trifuoggi.
“Rifaremo tutti i conti tenendo in considerazione solo le fatture quietanzate, ovvero le prove dell’effettiva anticipazione, da parte della Cgrt, delle somme ora richieste – spiega al quotidiano Il Centro – Siamo pronti a pagare a Iannini ciò che è previsto dalla legge, ma nulla di più. La transazione per ora è sospesa in attesa di questo accertamento”.
Singolare notare come i requisiti ora richiesti da Trifuoggi fossero validi anche prima della sentenza del giudice amministrativo, e i controlli delle condizioni fossero necessari anche quando invece, tutt’altro che sospesa, la transazione andava avanti senza esperirli.
Quando, cioè, il Comune si è seduto al tavolo a trattare con Iannini, offrendo la cifra di 6,5 milioni di euro per chiudere bonariamente la vicenda, rifiutata rispetto alla richiesta minima di 8 milioni.
Ma allora c’era la “volontà politica di transare”, come dichiarato dal sindaco, Massimo Cialente, evidentemente venuta meno dopo il verdetto del Tar che ha rovesciato i ruoli e ha fatto cambiare orientamento al Comune, che ora ha il proverbiale coltello dalla parte del manico.
Nel frattempo, entro questa settimana, al termine di summit con i propri avvocati, l’imprenditore dovrà decidere come reagire alla sentenza sfavorevole del giudice che ha bocciato complessivamente il suo ricorso amministrativo.
Tra le ipotesi da valutare c’è il ricorso all’organo di secondo grado, il Consiglio di Stato, oppure una nuova causa, stavolta civile, per chiedere sempre il risarcimento danni, ma al tribunale ordinario.
Sullo sfondo restano altri due filoni giudiziari di quello che si sta sempre più trasformando in un vero e proprio pastrocchio: il primo è l’Appello della prima causa civile intentata da Iannini per le cosiddette “riserve” di 3,7 milioni, che l’ha visto sconfitto in primo grado.
E ancora, l’inchiesta penale più recente, aperta dalla procura della Repubblica del capoluogo, secondo Cialente “dopo una serie di articoli di AbruzzoWeb”, con gli inquirenti che hanno sequestrato in Comune le carte della transazione.
Forse, i capi di imputazione e gli indagati sono ancora ignoti, con lo scopo di capirci qualcosa di più sulla differenza di vedute dei due consulenti da 15 mila euro ciascuno, l’ex provveditore interregionale alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, Donato Carlea, e il noto avvocato teramano Vincenzo Cerulli Irelli, che proponevano due offerte diverse con una “forchetta” tra loro di circa 1,5 milioni.





