PESCARA – A Pescara sembra di essere già in primavera. Che questo inverno sia fuori norma a causa delle sue folli temperature è un dato di fatto, ma la giornata di oggi ha lasciato tutti davvero senza parole: manca un mese alla fine della cosiddetta “stagione fredda” eppure il termometro di piazza Salotto, nel cuore della città, ha segnato una temperatura da guinness dei primati: 26 gradi.
Che fosse una giornata anomala lo si era capito fin dalla mattina: alle 7 la colonnina di mercurio si è attestata sui 17 gradi, nonostante il cielo coperto.
Da settimane ormai, le temperature sono altalenanti: si passa dai 2 ai 25 gradi di media con una certa facilità, ma il rischio “raffreddore” non scoraggia il popolo amante delle belle giornate che approfitta di questo pazzo inverno per fare giri in bicicletta, corse in spiaggia o passeggiate sul lungomare.
I più coraggiosi, addirittura, si sono concessi il lusso di girare in t-shirt.
Dal Consiglio nazionale delle ricerche, però, arriva l’allarme: queste temperature anomale rispetto alla media naturale del periodo e gli abbondanti periodi di pioggia che l’Adriatico ha dovuto affrontare preannunciano un’estate secca e torrida.
VISCONTI: “NEL WEEK END TORNANO NUVOLE”
“Verso la fine della prossima settimana torneranno le nuvole, le temperature si abbasseranno e avremo un clima normale per il periodo di febbraio-marzo. Teniamoci il tempo buono finché c’è”: a parlare, commentando le temperature quasi estive di oggi nel centro Italia e sottolineando che non c’è nulla di anomalo, è il professor Guido Visconti, direttore del Cetemps, Centro di eccellenza del Ministero dell’Università e Ricerca su tecniche di telerilevamento e modellistica numerica per la previsione di eventi meteorologici severi.
Visconti, ordinario di Fisica atmosferica all’Università dell’Aquila, ci tiene a definire “del tutto campata in aria la storia che, dato che fa freddo negli Stati Uniti, allora fra poco il freddo arriverà anche qui”.
Già i modelli di previsione a grande scala per l’Europa disponibili nell’ottobre 2013 sul sito dell’International Research Institute for Climate and Society della Columbia University, annunciavano per il Vecchio Continente un inverno con temperature al di sopra delle medie stagionali, in particolare nel Mediterraneo, almeno fino a febbraio 2014.
“È chiaro che, essendo vicini alla primavera, il ritorno del maltempo sarà limitato – aggiunge Visconti – potranno anche esserci nevicate, ma si tratterà di fenomeni estemporanei”.
L’estate calda ha fatto sì che in autunno, e poi in inverno, il mare Mediterraneo rimanesse più caldo e ciò può spiegare alcuni fenomeni estremi.
Per il resto, conclude Visconti, “la meteorologia è la scienza dell’imprevedibile”.



