L’AQUILA – Nel corso della seduta di oggi il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna il presidente della Giunta, Gianni Chiodi, a mettere in atto le necessarie iniziative istituzionali nei confronti del governo nazionale affinché venga istituito un tavolo di lavoro aperto a tutti i soggetti interessati alla realizzazione del metanodotto Snam tra Sulmona e Foligno.
La risoluzione, a firma dei consiglieri del Partito democratico Giovanni D’Amico, Giuseppe Di Pangrazio e Claudio Ruffini, chiede l’avvio di un confronto per l’individuazione di un tracciato alternativo per l’impianto, attualmente previsto sulla dorsale appenninica, in un tratto ritenuto ad alto rischio sismico.
La maggioranza ha condiviso lo spirito dell’iniziativa, annunciando che un rappresentante della Snam sarà al più presto audito in Seconda commissione (Enti Locali e Governo del Territorio) per spiegare più compiutamente alcuni aspetti del progetto.
All’esterno dell’aula consiliare, davanti all’ingresso di palazzo dell’Emiciclo, si è svolto un sit-in di protesta per sensibilizzare proprio sul tracciato alternativo.
Una trentina di persone stanno protestando fuori da palazzo dell’Emiciclo, dov’è riunito il Consiglio regionale, per dire no al passaggio del metanodotto Snam nelle zone interne, chiedendo un percorso alternativo.
Tra i presenti, il deputato aquilano del Partito democratico Giovanni Lolli, l’assessore comunale all’Ambiente e presidente del coordinamento antigasdotto, Alfredo Moroni, il presidente della Comunità montana peligna Antonio Carrara e il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Alfredo Fegatelli.
“Non siamo contro il metanodotto in assoluto – ha detto Lolli – ma il tracciato passa sui territori colpiti dal terremoto. Ci sono tracciati alternativi, lo si faccia in Adriatico. Vogliono passare qua perché ci sono convenienze, gli espropri costano di meno”. (pi.bi.)



