TERAMO – “Anche la Cassazione tiene in carcere Salvatore Parolisi: è il riconoscimento che non è un processo fondato sul nulla, come qualcuno vorrebbe far credere”.

A sostenerlo è l’avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, che spera “che cessi così quello stillicidio di notizie, su presunte, inesistenti, novità, quando invece tutto è noto da tempo, pur nella legittimità delle distinte valutazioni e posizioni”.

“Saranno anche questi giudici poco coraggiosi – si chiede il legale in una nota – come sono stati definiti quelli dell’Aquila,quelli di Teramo, quelli di Ascoli? Credo che questo voglia dire, con necessaria prudenza, in attesa delle motivazioni, che ci sono indizi gravi di colpevolezza a suo carico e che c’é un pericolo di inquinamento delle prove, di minaccia di testimoni, che impone di tenerlo dentro. Certo, è l’epilogo solo della vicenda cautelare, non è una sentenza, tantomeno definitiva. Gli indizi sono gravi, precisi e, secondo me, concordanti sulla unica responsabilità di Parolisi. Certo, é necessario che passino per il vaglio di un normale processo, come è fisiologico che sia”.

Secondo Gionni “alcuni dovrebbero avere più rispetto per la vittima, per la piccola Vittoria, per i suoi familiari, per tutti coloro che comunque hanno operato, ed anche per Parolisi, ricordando che si tratta di un dramma, non di una partita di calcio o di un dibattito politico, in cui si fa il tifo per una parte, purtroppo alzando la voce o non facendo parlare l’avversario”.

IL PROCURATORE: ”ORA L’UDIENZA PRELIMINARE”; NUOVE INDAGINI

“La Cassazione ha confermato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza che giustificavano la misura della custodia in carcere di Parolisi”.

È stato questo il commento, questa mattina, del procuratore capo di Teramo, Gabriele Ferretti, alla pronuncia dei giudici della Suprema Corte che ieri sera ha rigettato il ricorso presentato dai difensori del caporalmaggiore.

“Adesso – ha proseguito Ferretti – sarà il giudice per l’udienza preliminare o del dibattimento a valutare se gli indizi di cui sopra, uniti agli altri elementi nel frattempo raccolti, saranno sufficienti ad affermare la colpevolezza o meno dell’indagato”.

In attesa delle motivazioni della decisione dei giudici della Cassazione, la procura continua il suo lavoro verso la conclusione delle indagini, prevista dai termini del codice di procedura penale poco dopo la metà di gennaio.

Nell’ambito di queste attività, negli uffici della procura questa mattina è stato ascoltato, come persona informata sui fatti, il colonnello Michele Vicari, che nel luglio scorso ha sostituito il colonnello Ciro Annichiarico al comando della caserma “Clementi” di Ascoli Piceno dove è di stanza il 235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno”, presso il quale Parolisi lavorava e dove era stata addestrata anche Ludovica P., la soldatessa romana che aveva una relazione sentimentale con lo stesso indagato.