TERAMO – “Sono stato uno stronzo ad avere le mie debolezze ed è stata la cosa più brutta che potessi fare. Non so, non c’è un perché, ma non erano storie importanti”.
Così Salvatore Parolisi, ieri ospite della trasmissione Quarto grado.
Il marito di Melania Rea ha anche aggiunto: “Non l’ho uccisa io, no. Mi sarei tolto la vita piuttosto che ammazzare lei”.
Ma poiché nessuno ha visto, aggiuge:”Sono l’unico che ha detto che Melania il giorno della scomparsa era al Pianoro. Eppure c’era tanta gente, ragazzi che prendevano il sole, che giocavano con la palla. Lo stesso testimone che prima ha detto che Melania c’era poi ha ritrattato: secondo me lo ha fatto perché i media hanno messo agitazione, pressione intorno a queste persone”.
“Io invito invece – conclude – quelle persone che c’erano a sforzarsi di ricordare. Perché Melania non poteva passare inosservata”.
MENTI’ TESTIMONE CHE AFFERMO’ DI AVER VISTI MELANIA
TERAMO – Carmelo Lestini, il testimone che disse di aver visto Melania Rea a Colle San Marco, non è mai stato lì, men che meno il 18 aprile quando Salvatore Parolisi denunciò la scomparsa della moglie, poi ritrovata cadavere due giorni dopo, il 20 aprile, al Bosco delle Casermette alle Ripe di Civitella.
A fine maggio l’uomo aveva contattato la redazione di Ascoli del Corriere Adriatico riferendo di aver visto quel giorno al pianoro Melania che litigava col marito e poi si era allontanata salendo a bordo di un’auto dove c’erano un uomo brizzolato e due donne.
Il pensionato era stato subito rintracciato dai Carabinieri a Civitanova Marche, dove risiede, e durante l’audizione in caserma aveva confermato il contenuto delle sue dichiarazioni, aggiungendo che quel giorno era stato a Colle San Marco per una gita, incuriosito da un servizio visto in televisione che parlava della zona.
Fin dalle prime battute il suo racconto non era parso convincente agli investigatori, propensi piuttosto a considerare che l’uomo probabilmente era stato suggestionato dalle notizie diffuse da stampa e tv sul caso Rea.
Gli accertamenti svolti dagli investigatori lo hanno confermato.
Lestini quel giorno non c’era a Colle San Marco.
Diversi gli elementi in mano agli investigatori che lo testimoniano, fra i quali anche il fatto che l’auto che aveva detto di aver utilizzato per il breve viaggio era stata rottamata qualche settimana prima del 18 aprile.
L’uomo rischia ora una denuncia per falsa testimonianza o procurato allarme.






