TERAMO – “Non credo assolutamente che Salvatore Parolisi sia implicato nell’omicidio di sua moglie Melania Rea“.
A dirlo all’Agi è il criminologo Francesco Bruno che esclude “categoricamente” il coinvolgimento dell’uomo nel delitto, dopo “un’analisi criminologica” da lui effettuata.
Sui delitti passionali in genere, non sorprende l’ipotesi di un partner che arrivi a uccidere: “la famiglia nella nostra società – spiega Bruno – può essere un inferno con odi, gelosie… Basti pensare al delitto di Avetrana. Non mi meraviglio quindi nel sentire di un marito che uccide la moglie o viceversa”.
Ovviamente alla base c’è sempre un motivo, non certo “ideologico, come invece ci può essere nei delitti di mafia o terrorismo”.
I delitti passionali ci sono sempre stati, poi constata Bruno, “ma con significati diversi”. “Prima un uomo uccideva la moglie perché, per esempio, voleva divorziare. Oggi, al contrario, un uomo ammazza la moglie perché non vuole essere lasciato”.





