PESCARA – Il personale della questura e del comando provinciale della Guardia di Finanza di Pescara, su ordine delTribunale ha sequestra stamattina beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 500 mila euro.
L’ingente patrimonio, riconducibile a D.L.P., quarantacinquenne già personaggio di spicco della famigerata “Nuova Banda Battestini”, è costituito da 4 unità immobiliari, 2 appartamenti e relative pertinenze, una autovettura e un furgone, per un valore commerciale stimato in circa 500 mila euro.
L’uomo ha precedenti penali e segnalazioni di polizia per reati contro il patrimonio, in particolare rapine, e sfruttamento della prostituzione e “per lo Stato era privo di attività lavorativa lecita, dunque fonti reddituali”, si legge in una nota della guardia di Finanza e della Polizia di Stato.
Tutti i beni, mobili ed immobili, originariamente cointestati a D.L.P. e alla ex moglie, sono attualmente intestati esclusivamente a quest’ultima.
“Nel corso dell’indagine, tuttavia, sono stati raccolti elementi a suffragare la tesi – pienamente accolta dall’Autorità Giudiziaria – che tale trasferimento di proprietà costituiva un espediente posto in essere, in seguito alla fittizia separazione, per evitare l’aggressione patrimoniale da parte delle Forze di Polizia”, prosegue la nota.
L’operazione è il risultato di un articolato lavoro investigativo della Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza in applicazione del“Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”.
“Tale norma, infatti, non è indirizzata ai soli indiziati di appartenenza ad associazioni per delinquere di stampo mafioso o a sodalizi criminali tradizionalmente ritenuti più pericolosi – aggiunge la nota – ma ben può essere estesa a tutte quelle persone che rientrano nella categoria della criminalità comune purché risulti dimostrata la loro pericolosità sociale nonché la sproporzione tra il valore dei beni posseduti ed i redditi dichiarati, sì da far ritenere che tali beni siano, in tutto o in parte, frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego”.
Il provvedimento è frutto della collaborazione avviata negli ultimi anni tra le Forze di Polizia che ha visto intensificare le attività finalizzate all’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente e che, nell’ambito di diverse operazioni effettuate fin dal 2007, ha consentito di sequestrare e confiscare beni per circa 38 milioni di euro.





