ROMA – Escono in questi minuti da pesanti portoni che si richiudono alle loro spalle, i primi maturandi 2011, dopo aver consegnato alla commissione il tema di italiano.

Tra i primi commenti quelli sui titoli che tutti si aspettavano e che invece non sono stati proposti: “eravamo certi di tracce sul nucleare e sull’Unità di Italia – affermano all’unanimità i ragazzi del Dante Alighieri, storico liceo classico del quartiere Prati, a Roma – invece sono usciti titoli che non ci aspettavamo”.

“Su internet – spiega Gianmarco, 19 anni – erano dati per la maggiore il Risorgimento e i referendum, invece nulla di tutto questo. Io ho scelto ‘la destra e la sinistra’, mi interessavano però almeno due o tre tracce”.

Almeno per la prova di italiano, il passaparola sul web non si è rivelato affidabile.

I ragazzi temono per lo più la terza prova, si dicono scettici sulla possibilità di copiare.

“Ritirano cellulari – continuano gli studenti del Dante – i professori sono vigili e la disposizione delle classi non permette di allungare l’occhio al foglio del vicino, ci sistemano uno per banco”.

Diverte il commento di Paolo, il bidello: “da quindici anni vedo ragazzi affrontare questa prova e sempre con la stessa emozione e paura. Cellulari, internet e altri stratagemmi non li tranquillizzano, prima di entrare la paura fa novanta e c’è sempre chi accusa un giramento di testa! Anche oggi ho portato in classe un paio di bicchieri d’acqua con lo zucchero”.