VASTO – Clima da stadio in tribunale a Vasto (Chieti), dove stamane è arrivato Marco Materazzi, campione del mondo nel 2006 a Berlino con la nazionale di calcio.
Il giocatore dell’Inter è giunto in Abruzzo per rendere testimonianza in un processo per diffamazione che lo vede parte offesa.
Il difensore nerazzurro ha citato in giudizio un impiegato vastese che, su un sito Internet, lo aveva preso di mira con dichiarazioni e filmati ritenuti offensivi e lesivi della sua dignità.
Una volta appresa l’esistenza del sito, dalle pagine della Gazzetta dello Sport, Materazzi aveva sporto querela.
Accerchiato da tifosi nerazzurri di tutte le età, il difensore si trova in una saletta riservata al secondo piano del palazzo di giustizia.
Non si è concesso fino ad ora ai giornalisti e appare contrariato perché, da quanto si è appreso, l’imputato non sara’ presente al dibattimento.
MATERAZZI NON RITIRA LA QUERELA: “RISARCIMENTO DEVOLUTO IN BENEFICENZA”
L’imputato, l’impiegato N. P. 45 anni, di Vasto (Chieti), ha prodotto un certificato medico e non si è presentato in tribunale, ma Marco Materazzi ha comunque ottenuto dal giudice monocratico, Paolo Di Croce, la possibilità di deporre, opponendosi con il suo legale, Luigi Masciulli, al rinvio dell’udienza.
“Quando ho scoperto il sito internet ci sono rimasto male, perche’ i miei figli piccoli hanno potuto vedere scritte e ascoltare canzoncine offensive, tipo Macellazzi e spaccagambe, solo per citarne alcune. Ho dovuto sporgere denuncia per fare oscurare poi il sito dalla polizia postale”.
Al giudice che gli chiedeva se voleva ritirare la querela, Materazzi ha risposto di no, chiedendo un risarcimento simbolico da devolvere in beneficenza”.
Il giudice, d’intesa col pm, Maria Grazia Marino e il difensore d’ufficio dell’imputato, Angela Pennetta, ha poi rinviato il processo al prossimo 8 aprile.
All’uscita dall’aula d’udienza, il calciatore è stato accompagnato sulle scale dal coro “Tutti pazzi per Materazzi”, mentre a tanti tifosi, molti gli avvocati, ha firmato autografi. Ai cronisti ha detto: “Lo dovevo, per rispetto della mia famiglia e di chi mi vuole bene. Ora devo ripartire perchè domenica ci aspetta una gara importante”.






