LANCIANO – È la più antica rievocazione storica d’Abruzzo, ogni anno attira a Lanciano (Chieti) oltre 60 mila presenze, con ospiti anche dall’estero, eppure rischia di scomparire.

Si tratta del “Mastrogiurato”, evento che deve scontrarsi sia con un drastico taglio di finanziamenti regionali sia con la stessa legge regionale che li eroga che sta provocando molti problemi.

Lo spiega ad AbruzzoWeb il presidente del comitato organizzatore, Danilo Marfisi, che minaccia di presentarsi alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione, fissata per il 2 agosto prossimo, con in mano le proprie dimissioni se non si riesce a sbloccare la questione dei finanziamenti.

“Tre anni fa – ricorda – la Regione erogava un contributo di 70 mila euro. Due anni fa il trasferimento è stato quasi dimezzato, arrivando a 40 mila. L’anno scorso siamo scesi addirittura a 25 mila”. 

Ma il taglio dei fondi non è l’unico problema perché nel frattempo è intervenuta anche una legge regionale che ha messo i bastoni tra le ruote dell’organizzazione, inceppandola non poco.

La legge si basa sul rendiconto preventivo, “una follia – commenta Marfisi – Se non c’è una voce di bilancio ad hoc, il preventivo diventa solo una speranza, un’aspettativa di crescita, non basata su conti reali”.

Sta di fatto che questa nuova legge ha fatto sì che dei 25 mila euro dell’anno scorso all’organizzazione sia stato liquidato davvero molto poco. “Nonostante il fatto che la legge regionale – evidenzia – sia intervenuta solo dopo la presentazione delle domande”.

Marfisi ricorda che c’è anche un’altra legge regionale sulle rievocazioni storiche, ma, dice, “è una legge monca, perché non ha regolamento attuativo e, dunque, è inservibile”.

Componente del direttivo nazionale Giochi storici, attuale vice presidente europeo e prossimo presidente a ottobre, votato da 24 città italiane su 27 e 8 nazioni, Marifis cita gli studi portati a termine da Federcultura secondo cui mediamente una manifestazione storica frutta 1 milione di euro in 8 giorni; per un euro speso se ne ricavano 8.

“La politica si è attivata – ha concluso il presidente – il mio appello non ha suscitato indifferenza. Vedremo se dalle parole si passerà ai fatti o se si deciderà di lasciar morire una manifestazione, arrivata in questa edizione al 33° anno d’attività, così importante per l’intera regione”.