L’AQUILA – “L’Italia dei Valori, oltre che condividere, ha anticipato da tempo la posizione di Confindustria che chiede a Chiodi di lasciare il doppio incarico di commissario alla sanità e alla ricostruzione per dedicarsi a tempo pieno all’Abruzzo, sempre più vicina al meridione d’Italia per i dati occupazionali ed economici”.

È quanto dichiara il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell’Italia dei Valori, che aggiunge: “Fece male Chiodi a liquidare la nostre critiche sui suoi triplici incarichi, da governatore, commissario alla ricostruzione e commissario alla sanità, come faziose e strumentali, perché a distanza di qualche mese il maggior organo di rappresentanza degli imprenditori abruzzesi le ha riproposte in termini che non lasciano spazio a libere interpretazioni, a dimostrazione del fatto che la nostra denuncia non voleva essere né strumentale né faziosa”.

“Già da diversi mesi – continua Mascitelli – l’Idv ha presentato due interrogazioni parlamentari per richiedere la revoca di Chiodi dall’incarico di commissario per la ricostruzione e da quello per la sanità, alla luce dell’immobilismo che questo cumulo di incarichi nella figura del presidente Chiodi ha provocato nei settori di così grande importanza, con riflessi negativi sugli altri. Per quanto riguarda la ricostruzione, il governo ha nominato un sub-commissario che non ha riscosso una grande accoglienza sul territorio e nulla più, con una ricostruzione che non parte, anzi che non è mai partita”.

“Per quanto poi riguarda la sanità – ha aggiunto – assistiamo a un commissario, Chiodi, che, senza l’ausilio di un assessore alla sanità il cui posto è vacante per le note vicende, sta procedendo alla riscrittura di un nuovo piano di rientro dettato dai tecnici di Roma privi della conoscenza dei reali bisogni della nostra regione e non all’attuazione di un piano di rientro già elaborato.

“Insomma – conclude Mascitelli – tutto questo la dice lunga sulle capacità amministrative del nostro governatore, che dovrebbe farsi un lungo esame di coscienza e lasciare i posti da commissario, così come alcuni mesi fa abbiamo chiesto noi, in una posizione di quasi solitudine, e così come oggi gli stanno chiedendo tutti, anche Confindustria”.