L’AQUILA – “Non è un momento felice in Parlamento, si vive con l’ansia di cominciare finalmente a lavorare, soprattutto da parte di chi è abitato a farlo tutti giorni: serve subito un governo, il Paese non può aspettare, e non può permetterselo nemmeno l’Abruzzo, dove bisogna tornare subito al voto”.

Ad affermarlo, nell’ampia intervista ad Abruzzoweb, il deputato di Forza Italia Antonio Martino, imprenditore di Pescara eletto nel collegio uninominale dell’Aquila, riuscendo a battere, cosa non scontata, il candidato del Movimento 5 stelle Giorgio Fedele.

Martino ovviamente si riferisce alla drammatica fase di stallo nella formazione del nuovo governo, in attesa delle consultazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella previste per lunedi prossimo.

Per il forzista, che è anche segretario organizzativo del partito in Abruzzo,  la fase di stallo non riguarda però solo il governo nazionale, ma anche quello regionale. Questa volta per la scelta, dal deputato duramente censurata, da parte del neo senatore Luciano D’Alfonso di non dimettersi dalla carica del presidente regionale, per consentire agli abruzzesi di tornare alle urne il prima possibile.

Martino lo invita nuovamente a farsi da parte, “con un gesto di affetto per la sua regione”, per tornare subito al voto, rivendicando per Forza Italia la candidatura del presidente, e auspicando un rapporto di dialogo con il mondo delle liste civiche.

Giudizio negativo sulla nomina di Enrico Paolini, ex assessore della giunta di Ottaviano Del Turco, alla presidenza della Saga, che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo.

Per quel che riguarda i temi nazionali, alla domanda “chi tra Partito democratico e Movimento 5 stelle butterebbe giù dalla torre, in vista della formazione di un governo?”, Martino risponde scherzosamente: “nessuno dei due, perché è pericoloso, compromettente e ci si può far male”. 

Auspica piuttosto la “presa di consapevolezza che occorre mettere da parte personalismi, perché il Paese deve essere governato, ci sono in vista scadenze importati, come l’approvazione del Documento di economia e finanza, è in vista il termine della clausola di salvaguardia per l’aumento dell’iva, che sarebbe una catastrofe, è necessario essere forti e autorevoli sui tavoli di Bruxelles. L’appello alla responsabilità del presidente Mattarella va preso sul serio”.

Diverso il discorso per quel che riguarda l’Abruzzo, dove Martino auspica l’immediato ritorno alle urne.

“L’attuale presidente – insiste Martino – non ha cuore le sorti della regione, e dunque gli chiedo un gesto di affetto e umanità: si dimetta, per dare la possibilità agli abruzzesi di scegliersi un presidente che si occupi a tempo pieno della regione. Il 4 marzo l’Abruzzo si è svegliato con un quadro politico nuovo, questa regione vuole voltare pagina, ha fame di novità. Altro motivo per cui bisogna tornare al voto subito”.

Per quanto riguarda la competizione interna con la Lega, sia al governo che in Abruzzo, Martino ricorda che “io sono stato eletto in Parlamento anche con voti della Lega, che è un partito da rispettare, la coalizione ha tenuto sia a livello nazionale che locale, e sa essere vincente”.

Sulla candidatura a presidente della regione Abruzzo ricorda però che “prima va individuato il progetto, poi si pensa alla persona, e Forza Italia rivendica legittimamente la candidatura, in quanto in Abruzzo siamo il primo partito della coalizione”.

In vista delle elezioni regionali, per Martino è poi importante istaurare un dialogo serrato con le liste civiche.

“Le elezioni in Molise che hanno segnato un importante affermazione del centrodestra hanno dimostrato che allargare l’ascolto, far partecipare più gente possibile, non solo ti fa vincere, ma ti consente di scrivere un programma più coerente con le esigenze dei cittadini. Io in Abruzzo ho avviato questo percorso e continuerò a farlo, nel ruolo che mi compete come segretario organizzativo di questo partito”.

Infine la stoccata al neo presidente della Saga Paolini.

“Non giudico in dato personale e professionale, ma credo che la sua nomina sia una risposta antica inadeguata ai tempi tempi nuovi. Ritengo infatti che occorrano hanno competenze specifiche per occuparsi di asset così importanti per l’intera economia regionale”, afferma il deputato.