PESCARA – Mare sporco a Pescara: dopo che i dati dell’Agenzia regionale dell’ambiente, confermano l’inquinamento nei tratti di via Galilei e via Balilla, con conseguente divieto di balneazione, le abbondanti precipitazioni delle ultime ore stanno portando al divieto temporaneo anche sul tratto di costa di viale Muzii. Forza Italia intanto annuncia che il caso del mare di Pescara inquinato “un giorno sì e un giorno no”, arriverà in Parlamento sotto forma di interrogazione e lancia bordate contro l’Arta e il suo direttore Mario Amicone, che per Fi andrebbe “commissariata”.

Per quanto riguarda il divieto in Via Muzii, spiega l’Azienda consortile acquedottistica (Aca),  esso si rende necessario nelle prossime 48 ore, “per effetto delle abbondanti piogge scatenatesi ieri che hanno provato sversamenti nel fiume”, in primis dai depuratori in sovraccarico di portata d’acqua.

In attesa dell’ordinanza, che sarà firmata a breve completa dei dati in arrivo dall’Aca, la Polizia Municipale sta avvisando a voce gli stabilimenti balneari che si trovano nel tratto interessato dal provvedimento che per 48 ore la balneazione sarà vietata.

Ma la situazione altalenante della balneabilità a Pescara è destinata ad arrivare in parlamento, con un un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti a firma dei deputati forzisti Fabrizio Di Stefano e il senatore Maurizio Gasparri.

“Vogliamo capire cosa stia realmente accadendo al nostro litorale – spiega il capogruppo in Regione di Forza Italia Lorenzo Sospiri – dopo due anni di un balletto di dati che sta sfiorando il ridicolo, e proporremo anche il Commissariamento dell’intera vicenda, con l’affidamento dei campionamenti a un Ente di competenza extraregionale diverso dall’Arta di Pescara-Chieti”.

Un’inchiesta parlamentare sulla vicenda, dunque con l’istituzione di una Commissione speciale da inviare sul territorio che assuma poteri di controllo, verifica e di operatività, commissariando, di fatto, Regione e Comune, e affidando i campionamenti del mare, per tutta la durata della stagione balneare, a un Ente sanitario extraregionale che dovrà subentrare, nelle competenze, all’Arta di Pescara-Chieti.

“I pescaresi sono sconcertati: lo sono i bagnanti, lo sono i balneatori, lo sono gli operatori del turismo, e lo siamo anche noi – ha detto il capogruppo Sospiri – Due giorni fa il mare di Pescara era peggio di una fogna; quarantotto ore dopo il nostro mare è diventato stile Caraibi. Un balletto che, dopo quanto accaduto lo scorso anno, ovvero lo sversamento di 30 milioni di litri di liquami nel mare che il sindaco Marco Alessandrini ha volutamente tenuto nascosto ai cittadini, mentendo persino dinanzi a un giudice, salvo poi ritrattare, ha avuto un solo effetto: scatenare la fuga dei cittadini dalle nostre spiagge”.

L’incertezza per Sospiri fa più danni dell’inquinamento presunto o reale.

“Decine di disdette per ombrelloni e palme – spiega il capogruppo –  e anche chi ha prenotato in realtà al mare non ci va, ed era evidente stamattina quando la nostra spiaggia era vuota e non per cause meteorologiche. E anche chi c’era non osava mettere piede in acqua semplicemente perché non si fida: non si fida delle dichiarazioni rassicuranti del sindaco Alessandrini e del suo vicesindaco Del Vecchio, che, senza avere alcuna competenza tecnica, cerca pure di propinare delle giustificazioni scientifiche all’inquinamento a singhiozzo del mare; non si fida delle analisi dell’Arta che, dopo l’estate 2015, ha naturalmente perso ogni credibilità e attendibilità; non si fida degli altri Enti abruzzesi, perché sull’emergenza balneazione si è alzata una cortina di ferro con un motto d’ordine, ‘non se ne deve parlare”.