L’AQUILA – “Il manufatto sequestrato non è affatto di cemento armato, è provvisorio e le autorizzazioni per quanto ci riguarda sono a posto”.

Non ci stanno i commercianti aquilani che, a causa del terremoto del 6 aprile 2009, avevano varato il progetto di riposizionarsi in via Di Vincenzo, dopo il sequestro dello stabile, ancora in realizzazione, avvenuto ieri contestualmente all’emissione di 12 avvisi di garanzia da parte della procura della Repubblica dell’Aquila.

Intanto, il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, conferma la sua fiducia nei due assessori coinvolti, Marco Fanfani (Commercio) ed Ermanno Lisi (Opere pubbliche).

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”E’ SMONTABILE E AUTORIZZATO”

Per tutti parla Dino Scipione, titolare di una copisteria, per difendere sia l’iter di autorizzazioni del manufatto, sia la sua concezione non definitiva.

“Ci tengo a precisare – spiega – che quell’edificio non è affatto di cemento armato. Di cemento armato è la base, ma come lo sono quelle dei pub di via della Croce Rossa e di altre attività commerciali”.

Viceversa, lo stabile sequestrato “è fatto solo di ferro bullonato con pannelli avvitati, pensato per essere smontato fino all’ultimo pezzo quando le attività che ci si dovrebbero stanziare torneranno in centro”.

“Speriamo accada presto – sospira l’esercente – comunque la norma del Comune prevede tre anni più altri tre se non sarà stato ristrutturato il negozio originale”.

Quanto alle autorizzazioni, per Scipione non è stato commesso nessuno degli illeciti contestati dalla procura.

“Ho seguito personalmente tutto l’iter – spiega – e le carte sono a posto. Sto cercando di mettermi in contatto con il procuratore perché vogliamo chiarire tutto, anche se hanno ritenuto di sequestrarlo”.

CIALENTE: ”FIDUCIA NEI MIEI ASSESSORI”

“Confermo la massima fiducia ai miei assessori, che ringrazio per il lavoro svolto”.

Così il primo cittadino dell’Aquila ha confermato la sua fiducia per Lisi e Fanfani.

“Da quello che mi è stato riferito – spiega – dovrebbe trattarsi di una vicenda che dovrebbe avere attinenza con la delibera per la ricollocazione delle attività produttive”.

“Aspettiamo di conoscere meglio i termini della questione – conclude il sindaco – ma sono sereno e ho piena fiducia nell’operato della magistratura”.

GLI INDAGATI

Gli avvisi di garanzia riguardano gli assessori Marco Fanfani, alle attività produttive, Ermanno Lisi, alle Opere Pubbliche.

Analoghi provvedimenti per il comandante della polizia municipale, Eugenio Vendrame, Aldo del Beato, proprietario del terreno e amministratore unico della ditta esecutrice “Aldo del Beato & Company srl”, Marco Del Beato, direttore tecnico e direttore dei lavori della stessa ditta, Rosa Dorotea Margiassi, contitolare della ditta Del Beato, Giorgio Del Beato, procuratore generale della stessa ditta, Marzia Del Beato con analoga qualifica.

E ancora: Carlo Bolino e Renato Amorosi, dirigenti del settore Opere Pubbliche, Lucio Nardis, dirigente dello sportello unico per le attività produttive e Tiziana Moro, membro della conferenza dei servizi in rappresentanza dell’ufficio tecnico del Comune. (alb.or.)

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