L’AQUILA – “In tema di razionalizzazione io vedrei bene anche un’unica regione fra Abruzzo e Molise, come era una volta”.

In tema di tagli ai costi della politica, Antonio Di Pietro non usa compromessi e si spinge anche oltre le proposte sul tavolo.

Il tema non è all’ordine del giorno, ovvero quello delle macro-aree, ma il leader dell’Italia dei valori cita un esempio “in casa” per far capire quanto l’Italia spende in “sovrastrutture inutili”.

“In Abruzzo e Molise – dice Di Pietro – la politica sperpera tantissimi soldi, che potrebbero essere invece destinati alla sanità, allo sviluppo, ai servizi. La gente in politica è il maggior costo delle due regioni. Il problema non è avere l’assessore o il presidente della provincia, ma i servizi accessibili e fruibili da tutti”.

“Mi rendo conto che gli accorpamenti delle regioni non sono all’ordine del giorno – conclude – ma nessuno può toglierci il diritto di esprimere un giudizio sull’anomalia che è evidente e sotto gli occhi. Il Molise è fallito dopo dieci anni di gestione del centrodestra. Il mio rammarico è di non poter mettermi a disposizione in prima persona per la mia regione, che andrà a votare a ottobre. I mercati ci chiedono tagli agli sprechi e massa critica. Abruzzo e Molise, da sole, hanno vita dura”.