L’AQUILA – È rimasto chiuso e presidiato dalle forze dell’ordine il cancello di accesso al cortile della Direzione sanitaria della Asl nell’arco di tutta la manifestazione in difesa della sanità pubblica, convocata all’Aquila da sindacati, associazioni e rappresentanti politici, anche nella speranza di avere un confronto con i vertici del servizio sanitario.
“Invece – ha spiegato il consigliere regionale M5S Giorgio Fedele – ci siamo trovati davanti a questo cancello chiuso che simbolicamente rappresenta la sensibilità che questa maggioranza e questa direzione strategica rivolgono ai cittadini e ai loro bisogni in ambito sanitario. Il cancello è rimasto sbarrato – ha aggiunto – fino a quando, in qualità di rappresentanti istituzionali e del Consiglio regionale abbiamo chiesto di accedere in maniera qualificata agli uffici della direzione strategica per scoprire quello che già sapevamo all’inizio e, cioè, che il direttore Ferdinando Romano era andato via, scappando alla chetichella. Anzi, in realtà non so neanche se abbia effettivamente preso servizio questa mattina”.
Un presidio autorizzato analogo, qualche settimana fa, si era svolto regolarmente all’interno del cortile. Dal consigliere Fedele l’auspicio che “il presidente della Regione, Marco Marsilio, censuri questo comportamento, in quanto il massimo esponente del servizio sanitario in provincia non si può sottrarre al confronto con centinaia e centinaia di manifestanti”.
Tra gli organizzatori, Francesco Marrelli, segretario Cgil della provincia dell’Aquila, ha rilanciato “una piattaforma condivisa con la rete delle associazioni dove vengono affrontate le principali criticità del sistema. Sulla base di quella piattaforma abbiamo costruito la manifestazione odierna: il sistema sanitario pubblico deve tornare a svolgere il ruolo che gli ha assegnato la nostra carta costituzionale secondo i principi di universalità e gratuità. Per fare questo – ha detto ancora – c’è bisogno di risorse finanziarie, di investimenti in personali e tecnologia e una programmazione in linea con i bisogni sanitari, cosa che sino ad oggi non è avvenuta”.






