L’AQUILA – Iniziano il 22 luglio 2014 alle ore 9.52 le registrazioni dei video all’interno dell’asilo Cip&Ciop dell’Aquila, dove tre educatrici sono state sospese con l’accusa di maltrattamenti da parte della Procura della Repubblica dell’Aquila.
Circa un mese prima, il 12 giugno, era stata sporta la denuncia da parte di due tirocinanti che hanno smesso subito di frequentare la struttura “non potendo sopportare i soprusi e i maltrattamenti nei confronti dei bambini”, come si legge nell’ordinanza del gip Guendalina Buccella.
Urla, offese, il tutto in condizioni igieniche carenti, si legge nel provvedimento, “mangiando e giocando i bambini sullo stesso tavolo, bevendo tutti dallo stesso bicchiere-biberon e venendo imboccati con lo stesso cucchiaino”.
Ben 33 i comportamenti sotto accusa, filmati dalle telecamere.
Come quello accaduto il giorno stesso dell’inizio delle registrazioni, con un bimbo che fa cadere l’acqua e “la maestra, in modo astioso, lo obbliga a lavarsi la faccia con l’acqua fatta cadere in precedenza; si nota il bambino, nei minuti successivi, impegnato a cercare di asciugarsi da solo il volto bagnato”.
Tre giorni dopo, una maestra, “in modo spartano, imbocca i bambini più piccoli, piegandogli con una mano la testa indietro e utilizzando l’altra mano per inserire il cibo in bocca”.
I bambini, stando alle descrizioni dei video contenute nell’ordinanza, venivano lasciati molte ore nei seggioloni, senza essere cambiati.
Un bambino “alle 9.40 viene preso dalla maestra mentre gioca nei pressi della piscina delle palline, viene portato nella sala da pranzo, messo seduto all’interno del seggiolone e ivi lasciato fino alle ore 13.00”.
Nell’ordinanza, si legge come altri bambini siano stati lasciati anche 4 ore nel seggiolone. Una maestra viene descritta come “impegnata di continuo a messaggiare con il cellulare”.
In un altro episodio una delle maestre, dopo aver lasciato da sola in una stanza una bimba sul seggiolone per punizione, “nell’uscire dalla cucina le dà della cretina”.




