SULMONA – Ha maltrattato un anziano e suo figlio diversamente abile, costringendoli a vivere in un ambiente malsano.
Era accusato anche di aver fatto di tutto per farsi intestare i soldi e l’usufrutto della casa dove assistevano i due.
Ieri il giudice Massimo Marasca ha condannato a nove mesi di reclusione Marius Michai Paraschiv, romeno di 47 anni che è stato ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti.
È stato invece assolto dall’altro capo di imputazione che lo vedeva accusato di estorsione per aver fatto firmare, minacciando di licenziarsi e di lasciare il figlio disabile privo di assistenza, il testamento dalla persona alla quale prestava assistenza insieme alla moglie, in cui venivano nominati nudi proprietari dei beni dell’anziano.
Il giudice ha invece assolto, per non aver commesso il fatto, Elena Paraschiv, moglie di Marius anche lei finita sotto processo per le stesse accuse del marito. Il giudice ha infatti ritenuto che la donna non abbia partecipato nè all’estorsione né ai maltrattamenti.






