TERAMO – È stato trovato ieri mattina il cadavere di Pietro Di Sabatino, 70 anni, noto gallerista teramano, nel cavalcavia allagato della Ss80 all’altezza del casello autostradale Mosciano-Teramo. Intanto la Procura di Teramo apre un fascicolo contro ignoti per i crolli legati al maltempo che, secondo un stima della Provincia, ha causato 30 milioni di danni al sistema viario.
Probabilmente si tratta del primo decesso nel teramano per il maltempo. Sono state allertate anche le forze dell’ordine. In quel punto, infatti, sono rimasti intrappolati alcuni mezzi pesanti rimasti completamenti sommersi dall’acqua.
LE FOTO DELL’ALLUVIONE A TORTORETO (di Mauro Di Bonaventura)
Cordoglio per la vittima e vicinanza concreta alle popolazioni abruzzesi colpite dalle piogge sono stati espressi dal portavoce del Gruppo Pdl in Abruzzo, Riccardo Chiavaroli.
Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nella riunione tecnico-operativa convocata oggi ha dichiarato che “la Regione, che versa nella nota situazione debitoria, non dispone di risorse per assicurare un contributo straordinario a integrale ristoro dei danni, ma stanzierà certamente 2 milioni di euro per il sostegno al sistema delle imprese e farà tutto il possibile per accelerare il riconoscimento dello stato di emergenza da parte del governo, dopo aver ottenuto da tutti i Comuni e dalla Provincia di Teramo una dettagliata rendicontazione, che invito a fornire al più presto”.
Non mancano le polemiche di stampo politico. I consiglieri regionali del Pd accusano “Chiodi spettatore della tragedia”, mentre il vicecapogruppo regionale dell’Idv, Cesare D’Alessandro ha affermato: “La situazione nel teramano è ben più tragica di come viene dipinta anche dai primi cittadini dei comuni più colpiti”.
Raccogliendo il grido di allarme degli operatori economici della Provincia di Teramo che hanno subito danni, a seguito delle persistenti piogge, l’assessore allo Sviluppo Economico e vice presidente Alfredo Castiglione, d’intesa con il presidente Giovanni Chiodi, è intenzionato a rimodulare alcune risorse del Fondo Unico delle attività produttive a favore di tutte quelle aziende colpite dall’alluvione in provincia di Teramo.
In tutta la provincia sono ancora tanti i disagi dopo il violento nubifragio che ieri ha messo l’intera provincia di Teramo in ginocchio.
Numerosissime le frane che ancora bloccano le strade, sulle quali si viaggia per lo più a senso unico alternato. A Teramo sono attualmente chiuse la sp 59 (Saccoccia per Chiarino) e la Ss 80 – San Nicolò a Tordino, mentre sulla Sp 150 e sulla Ss81 (nei pressi del centro di Villa Vomano) si procede a senso unico alternato.
I vigili del fuoco da ieri lavorano ininterrottamente per svuotare scantinati, sottopassi E aziende produttive. Su alcune delle principali arterie si stanno effettuando i lavori di rimozione di alberi caduti.
Situazione critica soprattutto sulle zone costiere, dove la piena dei fiumi si è riversata causando i danni maggiori.
Ad Alba Adriatica molte persone stanno provvedendo autonomamente a svuotare scantinati e garage ancora sommersi dall’acqua. Si viaggia a senso unico alternato sul Salinello, dove il fiume ha eroso parte del ponte.
Anche a Giulianova sono molti i sottopassi ancora totalmente sommersi d’acqua. Le strade sono tornate quasi tutte percorribili, ad eccezione della strada che collega Castellalto e Canzano, ancora chiusa a causa di una grossa frana.
A dare rinforzo al comando provinciale dei vigili del fuoco di Teramo, sono arrivati mezzi e uomini da Roma, Latina, Frosinone, Chieti e L’Aquila. La situazione sembra lentamente tornare alla calma dopo la cessata allerta meteo delle ultime ore.
Intanto, il Comune di Giulianova ha istituito un numero unico per l’emergenza che fa capo direttamente al sindaco, 0858007847.
Intanto è iniziata la conta dei danni: a Roseto, secondo i tecnici, la cifra potrebbe superare i 5 milioni di euro.
Per fronteggiare l’emergenza del canile di Alba Adriatica dove ieri sono morti 60 cani, CasaPound Val Vibrata ha istituito un punto di raccolta beni presso il proprio Circolo Privato, “Spazio 17- Estetica d’Azione”, in Corso Adriatico, 17-19 a Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo).
PROCURA TERAMO APRE UN FASCICOLO CONTRO IGNOTI PER I CROLLI
TERAMO – Il sostituto procuratore della Repubblica di Teramo, Davide Rosati, nelle prossime ore aprirà un fascicolo contro ignoti sui crolli di strade, ponti e viadotti nel teramano.
Sul tavolo del procuratore stanno infatti arrivando i vari rapporti rimessi dalla polizia giudiziaria sul disastro provocato dal maltempo che nella notte tra lunedì e martedì ha flagellato l’intero territorio.
La magistratura vuole accertare la sussistenza di eventuali responsabilità per gli ingenti danni alla viabilità provinciale.
I crolli più significativi hanno infatti interessato diverse importanti arterie quali la Teramo-Mare e la Pedemontana San Nicolò-Garrufo oltre a numerose altre strade di collegamento tra i vari comuni seriamente compromesse.
30 MILIONI DI DANNI AL SISTEMA VIARIO
TERAMO – La Provincia di Teramo ha già approntato una scheda sui danni per maltempo e sta raccogliendo la documentazione tecnica, fotografica e video.
“Abbiamo bisogno di risorse subito – ha affermato il presidente, Valter Catarra – nessun ente locale, parlo anche da Sindaco, è in grado di far fronte economicamente a questa emergenza e non possiamo aspettare né mesi né anni per un ristoro”.
Oggi si è deciso di chiudere, solo di notte, dalle 20 alle 7, un altro ponte, quello sulla 553 all’altezza di Fontanelle. Anche il ponte di Castelnuovo, ieri completamente interdetto al traffico, da domani sarà chiuso solo nelle ore notturne. Circa 30 milioni di euro, ha specificato l’assessore alla viabilità Elicio Romandini, i danni alla rete viaria provinciale. A questi devono aggiungersi quelli subiti dai singoli Comuni e quelli elencati dal presidente del Ruzzo riguardanti “depuratori fuori uso, reti fognanti idriche saltate, interi comuni senz’acqua”.
“Entro un mese voglio riaprire la Pedemontana fino a Sant’Onofrio – ha annunciato Romandini – non possiamo fare programmi, invece, per la sistemazione della strada che dalla pedemontana arriva fino sulla provinciale 259, a Garrufo, in quanto il ponte sul Salinello è inagibile e in questo caso le risorse occorrenti sono piuttosto significative e al momento non sappiamo dove attingere le risorse”.
La previsione di spesa, solo per il ponte è di 2 milioni di euro. Si sta studiando, inoltre, la possibilità di creare un collegamento alternativo fra le due sponde in attesa della ricostruzione del ponte. Fra le strade parzialmente chiuse la Teramo-mare di competenza dell’Anas: il tratto interessato è quello immediatamente successivo al tratto crollato durante l’alluvione del 2009.
Catarra, ha annunciato l’intenzione di svolgere un Consiglio provinciale ad hoc – potrebbe anche essere quello di lunedì 7 marzo già convocato – per recepire le istanze dei sindaci e votare all’unanimità la richiesta d’aiuto al Governo: “Ci saranno altri momenti – ha affermato per valutare se e cosa non funziona nell’emergenza, mi auguro che in questa occasione vengano le logiche di parte e ci si ritrovi insieme per far fronte a questo ennesimo dramma che ci colpisce”.
NEL TERAMANO IN AZIONE ANCHE L’ANPAS ABRUZZO
TERAMO – Anche Anpas Abruzzo, a 48 ore dall’inizio dell’emergenza maltempo, traccia un primo bilancio del lavoro svolto, affidandosi alle dichiarazioni del responsabile Protezione Civile Antonio Belardi, attualmente impegnato nelle operazioni di svuotamento di scantinati e rimesse nel Comune di Pineto con l’utilizzo di tre pompe idrovore.
“Qui a Pineto – spiega – abbiamo trovato le maggiori difficoltà, gran parte delle strade è stata invasa dal fango, permangono zone isolate e moltissimi privati richiedono il nostro intervento per i loro locali sommersi dall’acqua. Il livello dei torrenti Calvano, Piomba, Saline e Cerrano è stato e continua a essere monitorato dai volontari Anpas a Pineto e Silvi, costantemente in contatto con la Sala operativa della Regione Abruzzo. Nella prima notte nostre squadre hanno coadiuvato le forze pubbliche nello sgombero del canile di Silvi e nella regolamentazione della viabilità”.
Sul versante settentrionale della costa teramana, in azione anche le squadre di Mosciano Sant’Angelo, Villa Rosa ed Alba Adriatica, coordinate dal vice responsabile regionale Sandro Lellii, con diversi interventi di sgombero e ripristino delle sedi stradali, monitoraggio degli alvei del Tordino e del torrente Vibrata.
Pompe idrovore in azione anche nel Comune di Martinsicuro e in località San Giovanni di Colonnella, utilizzate dal gruppo di Villa Rosa per risolvere situazioni emergenziali.
Anpas presente anche ad Alba Adriatica, dove i volontari della Croce Bianca hanno collaborato con la sezione locale della Cri nelle concitate fasi di soccorso alla popolazione e di sgombero del canile.
Sempre ad Alba, il gruppo di protezione civile intitolato a Lorenzo Cinì ha svolto numerosi interventi e ha inoltre ospitato i volontari della Croce Rossa, a seguito della evacuazione preventiva della loro sede.
L’UOMO MORTO NEL SOTTOPASSAGGIO AVEVA DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE
TERAMO – Secondo una prima ricostruzione fatta dai Vigili del Fuoco, che da ieri lavorano con le pompe per asciugare l’enorme massa d’acqua che ha completamente ricoperto il sottopasso, l’uomo è stato trovato vicino alla sua macchina.
L’uomo deceduto si chiamava Pietro Di Sabatino, 75 anni, di Teramo. La morte sarebbe sopraggiunta per annegamento.
Evidentemente, come successo per altri automobilisti sorpresi dalla violenta piena, ha cercato di raggiungere una quota più alta per trarsi in salvo, senza riuscirvi.
Nella stessa notte un camionista di Latina era riuscito ad abbandonare il suo mezzo, poi venuto fuori dall’acqua grazie alle pompe dei vigili, ed era stato aiutato a raggiungere una zona di sicurezza.
La vittima, secondo quanto riferito dai soccorritori e da alcuni amici, aveva difficoltà nella deambulazione e dunque per lui è risultato ancora più difficile poter scampare all’alluvione.
Del caso si occupa il sostituto procuratore della Repubblica di Teramo, Davide Rosati.
Da quanto si è appreso, Pietro Di Sabatino era vivo fino alle 13.30 circa di ieri.
Il noto gallerista teramano, che non era coniugato, il cui nome è legato alla storia del prestigioso marchio del mobile “Rizziero”, era di ritorno da Pescara quando, uscendo dall’autostrada, ha deciso di imboccare il sottopasso nella speranza di riuscire a guadare il lago per raggiungere Teramo.
Invece, a causa del fango, la sua Passat non ha superato il sottopasso ed è stata inghiottita.
Di Sabatino ha tentato invano di liberarsi provando ad uscire dal finestrino ma la pressione dell’acqua gli ha impedito di salvarsi ed è morto annegato.
Il sostituto procuratore di turno Davide Rosati ha disposto comunque per domani alle 11 l’autopsia che sarà eseguita dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra. Sequestrato anche il telepass.
COMUNE GIULIANOVA ISTITUISCE NUMERO UNICO PER EMERGENZE
GIULIANOVA – “Evitare dispersioni e sovrapposizioni, mirando alla massima efficienza ed efficacia della macchina operativa per le emergenze”.
Sono le parole d’ordine del sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, che ha fortemente voluto un Centro operativo unico per la Protezione civile sottoposto al suo coordinamento.
Il numero telefonico del Centro operativo, cui rivolgersi in caso di emergenza, è 0858007847.
ATTIVITA’ PRODUTTIVE: DOPO L’ALLUVIONE RIMODULAZIONE FONDI
PESCARA – Raccogliendo il giusto grido di allarme degli operatori economici della Provincia di Teramo che hanno subito danni, a seguito delle persistenti piogge, l’assessore allo Sviluppo Economico e vice presidente Alfredo Castiglione, d’intesa con il presidente Giovanni Chiodi, è intenzionato a rimodulare alcune risorse del Fondo Unico delle attività produttive a favore di tutte quelle aziende colpite dall’alluvione in provincia di Teramo.
Del problema il vice presidente Castiglione ne ha già parlato con il presidente della Provincia di Teramo Valter Catarra e sta organizzando con lui anche un sopralluogo per verificare di persona i danni subiti dai nostri imprenditori; danni il cui valore e’ in fase di quantificazione, che potranno, anche se solo in minima parte, essere mitigati da una rimodulazione del Fondo Unico delle Attività Produttive, in attesa che anche dal Governo possano arrivare risorse piu’ consistenti una volta ottenuto il giusto riconoscimento di calamita’ naturale dove anche noi ci attiveremo in merito.
“Voglio ricordare – ha dichiarato l’assessore Castiglione – che la Regione Abruzzo non ha risorse endogene in questo momento a disposizione, e segnali, pur se modesti, potranno venire solo da una rimodulazione tecnica del Fondo Unico. In un periodo certamente non facile per la nostra realtà produttiva, catastrofi come queste lasciano presagire ancora una annata difficile per una economia già sofferente di un mercato che non copre forse nemmeno i costi di produzione. Facendo anche seguito alle numerose segnalazioni dei nostri imprenditori, ci attiveremo quindi assieme alle organizzazioni artigiane e imprenditoriali per vedere come gestire le pur minime risorse da destinare ad un comparto, quello delle piccole e medie imprese, già fortemente provato da una congiuntura sfavorevole”.
ROSETO: CONTA DEI DANNI, CIFRA POTREBBE SUPERARE I 5 MILIONI
ROSETO – Strade e sottovia allagati, la città completamente divisa in due per oltre 12 ore, frane e smottamenti, evacuazione delle case nelle vicinanze del Tordino a rischio esondazione, strutture pubbliche e private invase di acqua, fango e detriti.
I danni materiali non sono ancora stati definiti, ma secondo i tecnici la cifra potrebbe superare i 5 milioni di euro.
Così l’amministrazione comunale di Roseto nella tarda serata di ieri ha firmato lo stato di calamità naturale ed è intenzionata a chiedere fondi per sostenere le ingenti spese che si stanno affrontando in queste ore per riportare la città alla normalità e per tutti gli interventi che si dovranno fare nel prossimo futuro per mettere in sicurezza diverse porzioni di territorio.
“Riteniamo che l’allerta per il maltempo sia stata diramata con troppo ritardo dalle autorità competenti – afferma il sindaco Franco Di Bonaventura – tuttavia siamo stati sul territorio per gestire l’immediata emergenza soprattutto per evacuare le famiglie più a rischio. Con il grande impegno delle nostre squadre siamo riusciti a ridare alla città condizioni di praticabilità sulle principali arterie di collegamento. Già oggi abbiamo riaperto tutte le scuole, fatta eccezione della struttura di Via Veronese, mentre i nostri scuolabus hanno effettuato regolare servizio. Ora stiamo operando per fare una zonizzazione di tutto il territorio e programmare la priorità sugli interventi in aiuto dei privati. Per questo stiamo impiegando nuovi mezzi e ci auguriamo che nelle prossime ore possiamo avere anche nuove risorse umane da parte della Protezione civile regionale, perché obiettivamente per l’eccezionalità della situazione siamo davvero troppo pochi”.
Nel frattempo è stato predisposto un modello per la domanda di risarcimento che i cittadini possono scaricare dal sito internet del comune (www.roseto.org), o richiedere all’Ufficio URP. Oltre a segnalare le proprie necessità, chiunque può documentare i danni con perizie tecniche foto e altro.
Tutto il materiale servirà per sostenere la richiesta di fondi allo Stato. “La situazione è davvero grave – ha sottolineato il sindaco – e ci auguriamo che in questa occasione ci vengano dati soldi veri, come è accaduto per l’emergenza in Veneto, e non solo le promesse che ci sono state fatte nel 2009”.
ASSESSORE LATTANZIO SU RISCHIO ESONDAZIONE ATERNO-PESCARA
PESCARA – “Siamo al limite del paradosso: abbiamo i fondi per pulire il fiume Aterno-Pescara nel tratto che attraversa il Comune di Popoli, ma non li possiamo spendere a causa delle prescrizioni e della burocrazia. Eppure il fiume che attraversa Popoli-Vittorito è inserito nel Piano regionale delle alluvioni come corso d’acqua a elevato rischio idraulico ma le procedure burocratiche impediscono qualunque tipo di intervento”.
A lanciare il grido d’allarme nei confronti delle autorità regionali, del commissario Adriano Goio, e del prefetto Vincenzo D’Antuono, è l’assessore provinciale all’Ambiente di Pescara Mario Lattanzio, che teme l’esondazione del fiume se non si riuscirà a intervenire in maniera mirata e rapida.
“Nel 2003 – ricorda Lattanzio – la Provincia ha ricevuto dalla Regione Abruzzo un finanziamento pari a circa 750 mila euro per dragare il fiume Aterno-Pescara. Al nostro insediamento abbiamo portato avanti il progetto relativo alla mitigazione del rischio idraulico di questo fiume, superando una serie di step. Tuttavia gli uffici del Via (valutazione di impatto ambientale) poiché in parte dell’area insiste il sito di interesse comunitario (Sic) dove sarebbe presente una specie protetta, la lambreda, hanno richiesto una serie di prescrizioni che comportano ulteriori passaggi e tempi più lunghi”.
“È un anno e mezzo che procediamo con continui stop – prosegue l’assessore – Il paradosso è che abbiamo i fondi ma non possiamo spenderli per colpa di cavilli burocratici. Spero che le autorità preposte possano intervenire per sbloccare una situazione a dir poco assurda, e per evitare che quanto accaduto nel teramano possa ripetersi sul nostro territorio. È necessario inoltre rassicurare la popolazione che risiede in quella zona e che teme un’esondazione disastrosa con tutte le conseguenze nefaste come sta accadendo in queste ore nei comuni della provincia di Teramo”.
“Sarebbe infine opportuno – conclude Lattanzio – rivedere l’istituzione di questi Sic alla luce del fatto che sono stati inseriti negli anni ’80 e non tengono conto delle condizioni attuali del fiume”.
CHIAVAROLI (PDL): “CORDOGLIO PER LA VITTIMA”
L’AQUILA – “Cordoglio per la vittima delle inondazioni e vicinanza concreta alle popolazioni abruzzesi colpite dalle terribili piogge di queste ore”.
Così il portavoce del Gruppo Pdl in Abruzzo, Riccardo Chiavaroli. “Siamo tutti sconvolti da quanto avvenuto, consapevoli che si è trattato purtroppo di eventi calamitosi, assolutamente straordinari e quindi non direttamente controllabili”.
“Tuttavia – prosegue Chiavaroli – già in queste ore di emergenza, possiamo affermare di aver avviato, come Regione Abruzzo, tutte le misure urgenti e necessarie innanzitutto a salvaguardare i cittadini e poi ad aiutare il più possibile le persone, le strutture e le imprese danneggiate”.
“In questo momento di grande difficoltà – conclude il consigliere del Pdl – credo inoltre vada rivolto un plauso alle strutture della Protezione Civile, dell’assessorato Regionale competente, dei Vigili del Fuoco, delle forze dell’ordine e delle amministrazioni locali direttamente coinvolte, che stanno agendo ancora una volta con abnegazione, puntualità e in maniera altamente professionale”.
SUPERA DIVIETO E CADE NELLA VORAGINE, MULTATO
TERAMO – Era finito nella voragine in un tratto della Pedemontana San Nicolò – Sant’Anna in territorio di Campli (Teramo) con la sua Bmw station wagon di colore blu, salvandosi per miracolo, la notte del nubifragio che ha flagellato il Teramano.
Messo in salvo dai vigili del fuoco e da carabinieri e polizia, ora un venticinquenne romeno residente a Sant’Onofrio di Campli (Teramo) sarà multato e denunciato.
Ha infatti disatteso il divieto assoluto di accedere sulla strada a due corsie che collega la Val Vibrata con Teramo. Così, ha superato la transenna posta all’imbocco della strada a scorrimento veloce passando per l’uscita: un chilometro e mezzo dopo è finito nella voragine.
Ora i carabinieri lo dovranno multare secondo l’articolo 143 del Codice della strada: quasi 300 euro di contravvenzione, sospensione della patente e 10 punti decurtati.
Non solo, il romeno rischia anche di essere penalmente denunciato secondo l’articolo 650 del codice penale per aver messo in pericolo i soccorritori e per aver violato le disposizioni imposte dalle autorità per motivi di sicurezza.
Il suo gesto ha comportato, infatti, la distrazione di pompieri e agenti alle prese con i pesanti disagi legati al maltempo.
CHIODI CHIEDE LO STATO DI CALAMITA’ E STANZIA 2 MILIONI
TERAMO – “La Regione, che versa nella nota situazione debitoria, non dispone di risorse per assicurare un contributo straordinario a integrale ristoro dei danni, ma stanzierà certamente 2 milioni di euro per il sostegno al sistema delle imprese e farà tutto il possibile per accelerare il riconoscimento dello stato di emergenza da parte del governo, dopo aver ottenuto da tutti i Comuni e dalla Provincia di Teramo una dettagliata rendicontazione, che invito a fornire al più presto”.
Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, durante la riunione tecnico-operativa convocata oggi per acquisire, da parte dei Comuni coinvolti, ogni contributo utile per ottenere dal governo centrale il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i danni arrecati dalle precipitazioni che nei giorni scorsi si sono abbattute sulla provincia teramana.
All’incontro, convocato dal presidente dell’amministrazione provinciale, Valter Catarra, hanno partecipato il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, gli assessori regionali Paolo Gatti, Gianfranco Giuliante e Giandonato Morra, il vice prefetto di Teramo, Paola Aiace, sindaci del territorio e amministratori pubblici.
Presenti in sala anche i deputati Augusto Di Stanislao e Tommaso Ginoble, i consiglieri regionali Ruffini, Rabuffo, Di Luca e D’Alessandro.
Prima di dichiarare aperti i lavori, il presidente Catarra ha espresso il cordoglio per la morte del cittadino di Pescara che ha perso la vita all’interno della propria autovettura nel tentativo di attraversare un sottopassaggio allagato.
L’assessore Giuliante ha sottolineato che “ci troviamo di fronte a un evento straordinario che ha provocato gravi danni alla provincia di Teramo, interessando gran parte del suo territorio. Il sistema di Protezione civile regionale – ha aggiunto – è intervenuto tempestivamente, mettendo in campo squadre di volontari e di tecnici della Regione Abruzzo”.
Giuliante ha annunciato che nei prossimi giorni si terrà in Regione una nuova riunione con tutti gli uffici tecnici dei Comuni interessati “perché si possa costituire il percorso e organizzare tutta la documentazione necessaria per richiedere il ristoro dei danni”.
Il presidente ha ricordato che “in casi come questi i sindaci possono eseguire lavori di somma urgenza per il ripristino di situazioni critiche, disponendo l’impiego di fondi che potranno essere regolarmente rendicontati e che non verranno conteggiati nel cosiddetto ‘patto di stabilità'”.
“Al verificarsi dell’emergenza – ha spiegato meglio Chiodi – come prima autorità di protezione civile, il sindaco assume la direzione e il coordinamento delle attività di emergenza e provvede a tutti gli interventi necessari, dandone comunicazione al prefetto e al presidente della Giunta regionale”.
“L’esperienza dell’Aquila ci ha insegnato che nelle emergenze è importante essere uniti e informati su quelle che sono le rispettive competenze – ha aggiunto – Il fatto che si ripetano spesso eventi naturali, come quello di questi giorni, è da imputare alla vulnerabilità del territorio che è un problema che richiama la responsabilità delle varie classi politiche che si sono avvicendate”.
Chiodi, infine, ha dato notizia dello stanziamento di ulteriori 40 milioni di euro per la prevenzione dei rischi di natura idrogeologica.
ACCUSA DEL PD: “CHIODI SPETTATORE DELLA TRAGEDIA”
TERAMO – “Quella morte forse poteva essere evitata: Anas e Protezione Civile forse non hanno presidiato adeguatamente. Parliamo di un sottopasso importante, dove c’è un’alta densità di traffico e vi si collega un’autostrada. Invece pare che sia rimasto incustodito, abbandonato, forse privo della necessaria sorveglianza. Vi è stata una valutazione del pericolo probabilmente inadeguata e purtroppo involontariamente ha prodotto la prima vittima nel teramano.” A dichiararlo, con una nota congiunta, sono i consiglieri regionali del Pd, Claudio Ruffini, Camillo D’Alessandro e Giuseppe Di Luca.
“Nessun intervento, nessun comunicato, nessun segno di vicinanza alle popolazioni che hanno contribuito maggiormente alla sua elezione a Presidente” aggiungono Di Luca e Ruffini “forse per far svegliare Gianni Chiodi doveva scapparci il morto, come purtroppo è avvenuto, altrimenti chissà quando se ne sarebbe accorto che nella sua città e nella sua provincia erano crollati ponti ed autostrade e numerose aziende erano in ginocchio. Come diceva Beckett nel suo famoso romanzo ‘Aspettando Godot’ oggi possiamo dire “Ma quando arriva Chiodi? Del resto i cittadini del teramano hanno visto in queste ore la differenza di attivismo tra il Presidente della Regione Marche Spacca e Chiodi”
Altro pericolo annunciato, è secondo Di Luca e Ruffini , la preoccupazione della tenuta della carreggiata lato sud della Teramo-mare.
“Nello scorso mese di novembre presentammo un emendamento al Programma Triennale 2010/2012 delle Opere Idrauliche finalizzato alla tutela e risanamento idrogeologico del territorio” aggiungono i due consiglieri”.
“Chiedemmo insieme ai consiglieri regionali teramani che nel dispositivo della delibera fosse aggiunto: “di determinare ogni utile iniziativa per porre in priorità assoluta l’intervento riguardante il fiume Tordino in corrispondenza del marcato restringimento dell’area golenale demaniale confinata tra la super-strada Teramo-Mare e la S.p. n.25/A tra i Comuni di Castellato e Bellante”.
“Sono arrivati 40 milioni di euro di finanziamento per le opere idrauliche” spiegano i consiglieri teramani del Pd, “ma quel tratto del Tordino non è stato inserito. Era sufficiente solamente 1 milione di euro per mettere in sicurezza quella parte della Teramo-Mare.”
Sulla vicenda inteviene il Capogruppo del PD in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro.
“Dilettanti allo sbaraglio – rincara D’Alessandro – incapaci di essere all’altezza delle situazioni, questo è il centro-destra al governo. Di fronte a chiare previsioni meteorologiche che anticipavano il rischio di precipitazioni fuori norma sul teramano con tutte le conseguenze del caso, cosa ha fatto il giorno prima la Regione Abruzzo? Ha mandato i fax ai Comuni, versione moderna del lavarsi le mani”
“Bisognava organizzare – conclude l’esponente del PD – il presidio fisico, con unità della protezione civile , su punti sensibili per evitare accessi e transiti pericolosi, per esempio su ponti, sottopassi e gallerie. Tutto ciò però non è avvenuto”.
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA: CASAPOUND, PUNTO RACCOLTA BENI PER CANILE ALBA ADRIATICA
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – CasaPound Val Vibrata istituisce un punto di raccolta beni per gli animali colpiti dall’alluvione presso il proprio Circolo Privato, “Spazio 17- Estetica d’Azione”, in Corso Adriatico, 17-19 a Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo).
“L’alluvione che ha colpito il Teramano e l’intera Val Vibrata, oltre che causare ingenti danni strutturali ed economici, ha provocato la morte di oltre 100 cani sistemati nel centro Canalba di Alba Adriatica”. Esordisce così Roberto Monardi responsabile vibratiano di CasaPound Italia.
“Raccoglieremo nel nostro spazio, dal lunedì al sabato, dalle ore 16 alle 19 e dalle ore 21 alle 23, attrezzature per la pulizia, coperte e alimenti quali mangimi, crocchette e altro.
“Gli aiuti raccolti – continua Monardi – saranno consegnati alla Sig.ra Charlotte, curatrice dell’emergenza e responsabile dell’Associazione Nazionale Tutela Animali di Alba Adriatica.”
“Con questa iniziativa, CasaPound e Spazio 17 – conclude Monardi – si presentano al nostro territorio. Socialità e volontariato saranno infatti i cardini della nostra azione”.
D’ALESSANDRO (IDV): “DISASTRO PIU’ GRAVE DI COME APPARE”
TERAMO – “La situazione nel teramano è ben più tragica di come viene dipinta anche dai primi cittadini dei comuni più colpiti. Il problema della viabilità, pure molto grave, non è quello che più preoccupa: riguarda principalmente sette strade provinciali, sulle quali si lavorerà alacremente; la Teramo-mare verrà riaperta (anche se a senso unico alternato). Lo stesso dicasi per il problema dell’acqua potabile in Val Vibrata, rifornita in autobotti, che dovrebbe essere risolto entro domani con il riallaccio delle reti a tutta la vallata. Anche le case allagate verranno presto liberate”.
A parlare è il vicecapogruppo regionale dell’Idv, Cesare D’Alessandro che osserva: “Ciò che invece risulta più preoccupante, e non ancora assorbe l’attenzione dell’opinione pubblica, è la situazione dei depuratori e della rete fognante gestiti dal Ruzzo. Sono praticamente fuori uso tutti i depuratori della provincia (quasi 90). Allarmano soprattutto la quasi letterale scomparsa del depuratore di Tortoreto e l’avaria di quelli di Giulianova e di Roseto-Pineto, che obbliga allo sversamento in mare di quantità enormi di liquami. Nei prossimi giorni si faranno stime più precise, ma è sin d’ora molto chiaro il danno susseguente che si avrà per i paesi costieri ormai a ridosso della prossima stagione balneare”.
“L’Idv – prosegue D’Alessandro – non fa polemiche e si associa alla richiesta dei sindaci e della Provincia, volta al riconoscimento dello stato di emergenza per calamità naturale; ma non può neppure esimersi dal constatare che ormai da 15 anni non esiste più una politica di regimazione delle acque nella nostra regione e non solo. I necessari interventi per la corretta regimentazione delle acque meteoriche sono stati effettuati in maniera accettabile sino alla fine degli anni ottanta. Dopodiché si è solo pensato a sfruttare quanto più suolo possibile, allentando l’opera di prevenzione. Oggi si invoca e si lamenta l’assenza della protezione civile, che forse ci avrebbe risparmiato di pagare anche in termini di vite umane, ma sicuramente nulla avrebbe potuto fare per pulire fiumi, fossi, canali e cunette che nessuno cura più”.
“L’Idv avrebbe più volentieri visto sulle strade della nostra provincia un maggior numero di cantonieri, promessi solo sulla carta e mai assunti, e meno distruttori di terreni pubblici e privati. Purtroppo, su questo, nonostante l’abbiamo più volte scritto e anche urlato in sede di Consiglio regionale, è stato come parlare alla luna. Le conseguenze del cattivo operare nella difesa del suolo sono sotto gli occhi di tutti e non occorrono ulteriori commenti”, dice infine D’Alessandro.
CEDE SPONDA TORDINO: RIFIUTI DISCARICA A VALLE
ROSETO – Eroso un tratto della sponda destra del fiume Tordino dalle acque in piena, in zona contrada Filetto, tra Giulianova e Roseto (Teramo), con distruzione del sistema di sicurezza che separava il corso d’acqua dalla vecchia discarica di Coste Lanciano di Roseto e, quindi, trascinamento a valle di una consistente quantità di rifiuti.
Il fronte eroso della discarica è di circa 300-400 metri. È quanto ha rilevato la Polizia provinciale nel corso dei controlli.
Allertati i due comuni interessati, la Capitaneria di porto, la Regione, l’Arta e la Prefettura. La zona era stata oggetto di un identico fenomeno erosivo a giugno 2009 e, proprio in seguito a questo incidente, l’amministrazione comunale di Roseto aveva realizzato il sistema di sicurezza.
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