TERAMO – “La situazione nel teramano è ben più tragica di come viene dipinta anche dai primi cittadini dei comuni più colpiti. Il problema della viabilità, pure molto grave, non è quello che più preoccupa: riguarda principalmente sette strade provinciali, sulle quali si lavorerà alacremente; la Teramo-mare verrà riaperta (anche se a senso unico alternato). Lo stesso dicasi per il problema dell’acqua potabile in Val Vibrata, rifornita in autobotti, che dovrebbe essere risolto entro domani con il riallaccio delle reti a tutta la vallata. Anche le case allagate verranno presto liberate”.
A parlare è il vicecapogruppo regionale dell’Idv, Cesare D’Alessandro che osserva: “Ciò che invece risulta più preoccupante, e non ancora assorbe l’attenzione dell’opinione pubblica, è la situazione dei depuratori e della rete fognante gestiti dal Ruzzo. Sono praticamente fuori uso tutti i depuratori della provincia (quasi 90). Allarmano soprattutto la quasi letterale scomparsa del depuratore di Tortoreto e l’avaria di quelli di Giulianova e di Roseto-Pineto, che obbliga allo sversamento in mare di quantità enormi di liquami. Nei prossimi giorni si faranno stime più precise, ma è sin d’ora molto chiaro il danno susseguente che si avrà per i paesi costieri ormai a ridosso della prossima stagione balneare”.
“L’Idv – prosegue D’Alessandro – non fa polemiche e si associa alla richiesta dei sindaci e della Provincia, volta al riconoscimento dello stato di emergenza per calamità naturale; ma non può neppure esimersi dal constatare che ormai da 15 anni non esiste più una politica di regimazione delle acque nella nostra regione e non solo. I necessari interventi per la corretta regimentazione delle acque meteoriche sono stati effettuati in maniera accettabile sino alla fine degli anni ottanta. Dopodiché si è solo pensato a sfruttare quanto più suolo possibile, allentando l’opera di prevenzione. Oggi si invoca e si lamenta l’assenza della protezione civile, che forse ci avrebbe risparmiato di pagare anche in termini di vite umane, ma sicuramente nulla avrebbe potuto fare per pulire fiumi, fossi, canali e cunette che nessuno cura più”.
“L’Idv avrebbe più volentieri visto sulle strade della nostra provincia un maggior numero di cantonieri, promessi solo sulla carta e mai assunti, e meno distruttori di terreni pubblici e privati. Purtroppo, su questo, nonostante l’abbiamo più volte scritto e anche urlato in sede di Consiglio regionale, è stato come parlare alla luna. Le conseguenze del cattivo operare nella difesa del suolo sono sotto gli occhi di tutti e non occorrono ulteriori commenti”, dice infine D’Alessandro.





